Colonna della libertà 2021, la gallery dell’evento

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Anche l’edizione 2021 della Colonna della Libertà è andata in archivio. Un’edizione molto partecipata, tanta era la voglia di esserci, di uscire dalla pandemia.

Una liberazione nella liberazione. Toccante il momento della commemorazione al Foiano della Chiana war cemetery, bellissimo il paesaggio di campagna tra Toscana e Umbria. L’organizzazione sta già lavorando alla prossima edizione. Perché appena va in archivio quella dell’anno, è già il momento di pensare alla successiva.

Tanti i  ‘mezzi importanti’ tra carri, camion e blindati, ma la vera forza della manifestazione, non va dimenticato, risiede nell’aggregare un esercito di collezionisti che danno corpo, uniformi e mezzi alla colonna. Collezionisti paganti, alcuni arrivano anche dall’estero, senza i quali il ‘serpentone’ non sarebbe così imponente: più di 130 veicoli quest’anno che hanno sfilato tra  Cortona, Foiano della Chiana, e il lago Trasimeno. Una colonna ancora studiata per osservare le norme anti-covid con i bagni di folla ridotti all’osso e lunghi trasferimenti in mezzo alla campagna.

 

Ecco i dieci motivi per cui vale la pena partecipare alla Colonna.

  1. Gli amici – La colonna è un happening. Ci si ritrova dopo un anno, prima si discute delle uniformi, ci si sfotte sulle beghe meccaniche del mezzo, ma ci si aiuta anche sulle riparazioni. Cena e dopo cena sono momenti di socializzazione, imperdibili
  2. La memoria – che deve essere un patrimonio condiviso. Un museo vivente racconta storie. Ha la responsabilità di raccontare delle storie. Molto lavoro è stato fatto su questo, qualcosa resta ancora da fare (sulle uniformi non ammesse o ‘fantasiose’ in particolare).
  3. La strada – I chilometri con la Jeep, il parabrezza abbassato, il vento in faccia, le persone che salutano. Impagabile
  4. I motociclisti di Sermide – Una sicurezza sulla strada. Quando c’è un incrocio a rischio o un’indicazione sul percorso loro ci sono. Strepitosi. Non saranno mai abbastanza ringraziati. Guidano la colonna praticamente a memoria.
  5. Giovanni Sulla – Il furiere della Colonna. Giovanni e Francesca sono sempre pronti con il loro furgone a sostituire accessori rovinati, a proporre pezzi originali che rendono ‘attinenti’ le uniformi dei rievocatori.
  6. Il banchino di Daniele – materiale informativo dei musei e delle associazioni aderenti all’iniziativa, modellini della Willys, oggettistica varia. Daniele è il mago dell’autofinanziamento. Non c’è Colonna senza il suo banchino, vero punto di riferimento per le persone che chiedono informazioni, storia, nozioni curiosità
  7. Le April Daisies – interpretano magistralmente e con sensibilità la partecipazione delle donne allo sforzo bellico. Sono una bella realtà nel mondo della rievocazione.
  8. Il viaggio di ritorno – da farsi possibilmente in gruppo, diventa un trasferimento ‘epico’ per chiudere alla grande la tre giorni. Bandite le bisarche, si rientra sulle quattro ruote. Proverbiale un ritorno Desenzano-Firenze con tanto di nebbia sulla Futa
  9. I bimbi – giusto che sia un evento collettivo, formativo, anche per i bambini. Per loro sicuramente un’occasione di divertimento (M8 di Gibbo trasformato in un kindergarten provare per credere)
  10. Di cosa faremmo volentieri a meno – diverse cose. Ma alla fine non sono rilevanti rispetto a tutte le altre. Quindi alla Colonna ci si va. Perché comunque vale la pena.
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Rievocazioni
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