Il soldato Adler ritrova i suoi bambini. Una fiaba a lieto fine

4 years fa scritto da
Martin Adler fotografato coi bambini incontrati sulla Gotica
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Il soldato Adler ha ritrovato i suoi ‘bimbi sperduti’. Li aveva incontrati sulla linea Gotica, nel 1944, e aveva vissuto tutta la sua vita nella speranza di poterli rivedere almeno una volta. Aveva lanciato un appello, rimbalzato fino in Italia e raccolto dallo scrittore e giornalista Matteo Incerti che ha ha raccolto e ha lavorato fino a renderlo realtà. Media, associazioni storiche, singoli cittadini hanno lavorato per cercare i tre bimbi sperduti del soldato Martin Adler.
Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi con Matteo Incerti

Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi con Matteo Incerti

E alla fine ci sono riusciti. Il primo a entrare in scena è stato Bruno Naldi, classe 1937. Emozionato ha detto di essersi riconosciuto nella foto e di ricordarsi di americani nella sua casa in una frazione di Monterenzio sull’Appennino bolognese. Ci abitava con le sorelle Mafalda e Giuliana classe 1938 e 1941. I tre ‘bimbi sperduti’, ancora insieme e con una memoria ancora di ferro. Mafalda si è riconosciuta subito in quella foto rimbalzata su tutte le testate, tra cui la nostra Armymag.it. Adesso i tre vivono a Castel San Pietro dove si trasferirono nel 1953. Giuliana si ricorda di quel grande cesto dove per gioco si nascondevano. Si ricordano della cioccolata che i soldati del 339th Reggimento della 85esima Divisione USA gli donarono. Loro erano lì in un borgo di Monterenzio nell’autunno del 1944. Uno scatto di pace nell’inferno della Linea Gotica. Avvertiti Martin e Rachelle Adler, è scattata la videochiamata. Grande la commozione del soldato Martin, Una connessione oltre l’oceano, oltre il tempo e i confini: il veterano li ha salutati per nome,  e rispolverando le poche parole imparate 76 anni fa ha detto loro “Ciao Bambini! Vuoi cioccolata?” Proprio come allora. “E’ una favola – ha detto Incerti – una favola della vita nata nel buio della guerra. In questi momenti bui del nostro tempo ne abbiamo forse un po’ tutti bisogno per trovare calore umano e amore”.
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Seconda guerra
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