MQ-25A Stingray, la US Navy ordina i primi tre droni imbarcati

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MQ-25A Stingray sul ponte della portaerei USS George H.W. Bush
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La Marina degli Stati Uniti compie un nuovo passo verso l’ingresso operativo dei droni imbarcati sulle portaerei. La U.S. Navy ha assegnato a Boeing un contratto da 562 milioni di dollari per il primo lotto di produzione a basso rateo, il cosiddetto Low Rate Initial Production (LRIP), del MQ-25A Stingray. L’accordo riguarda tre velivoli e comprende anche fondi per l’acquisizione anticipata di componenti a lunga disponibilità destinati ad altri tre MQ-25A del secondo lotto. Le prime consegne sono previste a partire dal 2029.

Il contratto segna il passaggio del programma dalla fase di sviluppo e sperimentazione alla produzione iniziale. Un momento particolarmente significativo per la Marina americana, che considera il MQ-25A il primo velivolo senza pilota operativo concepito per essere integrato direttamente nell’ala aerea di una portaerei.

«L’assegnazione di questo primo contratto LRIP segna una transizione fondamentale dallo sviluppo alla realtà operativa», ha dichiarato il capitano Daniel Fucito, responsabile del programma Unmanned Carrier Aviation della US Navy. Secondo Fucito, il MQ-25A dovrà fornire alle forze statunitensi maggiore raggio operativo e capacità di sopravvivenza, contribuendo a mantenere il vantaggio nei confronti delle minacce emergenti.

Un tanker senza pilota per le portaerei

MQ-25A Stingray sul ponte della portaerei USS George H.W. Bush durante le operazioni

Il MQ-25A Stingray sul ponte della USS George H.W. Bush durante le prove operative 

La funzione principale dello Stingray sarà il rifornimento in volo. Il drone è infatti destinato a svolgere una missione oggi affidata anche agli F/A-18 Super Hornet, consentendo ai caccia di concentrarsi maggiormente sulle missioni di combattimento.

Il principio è relativamente semplice, ma le conseguenze sull’impiego dell’ala imbarcata sono rilevanti: un velivolo senza pilota dedicato al rifornimento può aumentare il raggio d’azione complessivo del gruppo aereo imbarcato e liberare una parte dei caccia dalle missioni di tanker. La stessa US Navy indica nel rifornimento autonomo uno degli elementi destinati ad aumentare la portata operativa dell’ala aerea.

Il programma ha compiuto un altro passaggio fondamentale nella primavera del 2026. Dopo il primo volo del 25 aprile, il 19 maggio la Marina americana ha concesso al MQ-25A il Milestone C, autorizzando l’ingresso nella fase di Low Rate Initial Production.

Il primo volo, durato circa due ore, aveva consentito di verificare i sistemi di controllo, la navigazione e le caratteristiche di volo del velivolo. Il secondo test è arrivato a luglio, con ulteriori verifiche dei comandi di volo e delle procedure operative.

Il primo passo verso l’ala aerea del futuro

Il programma prevede complessivamente 76 MQ-25A, comprendendo i velivoli destinati allo sviluppo, alle prove e alla successiva produzione. Il primo contratto LRIP comprende tre esemplari, mentre Boeing ha indicato che il secondo lotto, anch’esso inizialmente previsto per tre velivoli, dovrebbe essere assegnato nel 2027. Con il nuovo contratto, il numero complessivo di MQ-25A sotto contratto con la US Navy sale a 14, considerando i precedenti esemplari del programma.

Il vero interesse dello Stingray, tuttavia, va oltre la sua funzione di rifornitore. Il programma rappresenta infatti uno dei primi casi nei quali un sistema senza pilota viene progettato fin dall’origine per operare all’interno dell’ambiente estremamente complesso di una portaerei, integrandosi con velivoli con equipaggio e con i sistemi di comando dell’ala aerea.

Il MQ-25A nasce quindi come tanker, ma la sua importanza per la US Navy riguarda soprattutto il percorso verso una componente aerea imbarcata sempre più integrata tra sistemi con e senza equipaggio. La Marina americana lo considera infatti un punto di partenza per lo sviluppo della futura aviazione navale senza pilota.

(U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 3rd Class Brandon Roberson)

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