Battaglia del Pastificio (Checkpoint Pasta): il ricordo di Gianfranco Paglia: “La loro memoria per sempre presente”. La storia, i nostri caduti

2 weeks fa scritto da
Gianfranco Paglia in Somalia
img

Il 2 luglio è una data che appartiene alla storia dell’Esercito Italiano. Ogni anno il ricordo della Battaglia del Checkpoint Pasta, conosciuta anche come Battaglia del Pastificio, riporta alla memoria uno degli scontri più duri affrontati dai militari italiani nel secondo dopoguerra. A ricordarlo, nel trentatreesimo anniversario, è il tenente colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare, protagonista di quella giornata a Mogadiscio.

“Il ricordo è fermo a quel 2 luglio 1993, quando a Mogadiscio si combatté nella Battaglia del Checkpoint Pasta. Tre Caduti, 31 feriti. Una Battaglia che è nei libri di storia e che ha lasciato segni indelebili su molti di noi”, scrive Paglia sui propri canali social.

Il suo pensiero si concentra soprattutto sui tre militari italiani che persero la vita durante il combattimento: Andrea Millevoi, Pasquale Baccaro e Stefano Paolicchi.

“Uomini che non si sono arresi e che hanno combattuto fino alla fine. Il mio pensiero va ai ragazzi di leva che quel giorno divennero uomini, alle famiglie che hanno sopportato in silenzio il dolore della perdita, alle famiglie che hanno accettato la diversità. Oggi come ieri è importante ricordare e celebrare non perché ricorre l’anniversario ma perché si possa essere orgogliosi dei figli che questa Nazione ha e che non sia vano il sacrificio di coloro che hanno donato il bene più prezioso. La loro memoria per sempre presente. Ed io fiero ed orgoglioso di continuare ad essere un Soldato e servire il mio Paese.”

La Battaglia del Checkpoint Pasta del 2 luglio 1993

La Battaglia del Checkpoint Pasta si combatté a Mogadiscio nell’ambito della missione internazionale Restore Hope e delle operazioni delle Nazioni Unite in Somalia.

Quel giorno un contingente italiano intervenne nella zona del cosiddetto Checkpoint Pasta, un importante nodo strategico nei pressi dell’ex stabilimento Barilla, controllato dalle milizie del generale Mohamed Farah Aidid. L’operazione “Canguro 11” era finalizzata allo smantellamento delle postazioni fortificate e delle barricate controllate dalle milizie del generale Mohamed Farah Aidid nell’area del Checkpoint Pasta, uno dei punti nevralgici di Mogadiscio. L’intervento degenerò rapidamente in uno dei più violenti scontri urbani affrontati dall’Esercito Italiano dalla fine della Seconda guerra mondiale.

L’intervento si trasformò rapidamente in un violento combattimento urbano. I militari italiani furono bersagliati con armi automatiche, razzi anticarro RPG e colpi di mortaio. Per diverse ore paracadutisti della Brigata Folgore, bersaglieri, carristi e gli altri reparti del contingente italiano sostennero un intenso scontro a fuoco, riuscendo a mantenere le posizioni e a completare la missione nonostante le pesanti perdite.

Il bilancio fu drammatico: tre militari italiani caduti – Andrea Millevoi, Pasquale Baccaro e Stefano Paolicchi – e 31 feriti, tra i quali lo stesso Gianfranco Paglia, gravemente colpito mentre cercava di soccorrere l’equipaggio di un veicolo corazzato sotto il fuoco nemico. Per quell’azione gli venne conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Un blindato leggero statunitense Cadillac Gage LAV (a sinistra) ed un blindato italiano Fiat 6614 sulla Linea Verde, il 19 gennaio 1993 durante Restore Hope (defenselink.mil via Wikicommons)

Cronologia della Battaglia del Checkpoint Pasta

2 luglio 1993 – Mogadiscio

Mattina – Le forze italiane avviano l’operazione “Canguro 11”, nell’ambito della missione ONU in Somalia. L’obiettivo è rimuovere le barricate e smantellare le postazioni delle milizie fedeli al generale Mohamed Farah Aidid nell’area del Checkpoint Pasta, uno snodo strategico della capitale.

Le prime ore dell’operazione – Mentre i genieri iniziano a rimuovere gli sbarramenti, le milizie somale aprono un intenso fuoco con armi automatiche, mitragliatrici pesanti, razzi anticarro RPG e mortai. L’operazione si trasforma rapidamente in un violento combattimento urbano.

Lo scontro – Paracadutisti della Brigata Folgore, Lancieri di Montebello, Bersaglieri, carristi e gli altri reparti del contingente italiano rispondono al fuoco e combattono per diverse ore, riuscendo a mantenere il controllo dell’area nonostante l’elevata intensità dello scontro.

Il sacrificio dei militari italiani – Durante il combattimento cadono il maresciallo Andrea Millevoi, il paracadutista Pasquale Baccaro e il sergente Stefano Paolicchi. Il tenente Gianfranco Paglia rimane gravemente ferito mentre presta soccorso ai commilitoni sotto il fuoco nemico, un’azione che gli varrà la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Il bilancio – Al termine della battaglia l’Italia conta tre caduti e 31 feriti. Lo scontro del Checkpoint Pasta entrerà nella storia come il più duro combattimento sostenuto dall’Esercito Italiano dalla fine della Seconda guerra mondiale e uno degli episodi simbolo della missione in Somalia.

I tre caduti della Battaglia del Pastificio

La Battaglia del Checkpoint Pasta è ricordata soprattutto attraverso i nomi dei tre militari che sacrificarono la propria vita.

  • Andrea Millevoi, maresciallo dei Lancieri di Montebello. Era un militare di carriera nato a Francavilla al Mare, in Abruzzo, il 1° dicembre 1964. Esperto carrista e capo equipaggio di una autoblindo Centauro, guidò i suoi uomini durante le fasi più concitate del combattimento. Colpito mortalmente mentre operava sotto il fuoco delle milizie somale, fu insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. Oggi numerose caserme, monumenti e iniziative commemorative portano il suo nome.
  • Pasquale Baccaro, era nato a Barletta il 29 maggio 1973. Paracadutista della Brigata Folgore, stava svolgendo il servizio militare di leva quando fu inviato in Somalia. Aveva soltanto vent’anni. Morì durante i combattimenti del 2 luglio 1993, diventando uno dei simboli del sacrificio dei giovani coscritti italiani impiegati nelle missioni internazionali. Anche a lui è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.
  • Stefano Paolicchi, nato a massa il 2 maggio 1963 , sergente maggiore nel 9° Reggimento d’Assalto paracadutisti ‘Col Moschin’. Morì mentre guidava i propri uomini nel corso dello scontro a fuoco al Checkpoint Pasta. Per il coraggio dimostrato ricevette la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. A Firenze il suo ricordo è ancora molto vivo: la città gli ha dedicato iniziative, monumenti e una caserma porta il suo nome.

Il loro sacrificio rappresenta ancora oggi uno dei momenti simbolo dell’impegno dell’Italia nelle missioni internazionali di pace.

Perché si chiama “Checkpoint Pasta”?

Il nome Checkpoint Pasta deriva dalla presenza, nelle vicinanze del luogo dello scontro, dello storico stabilimento della Barilla costruito a Mogadiscio negli anni Settanta. Durante la guerra civile somala il complesso industriale era stato occupato e trasformato in una base fortificata dalle milizie. Da quel pastificio prese il nome il posto di blocco e, successivamente, la battaglia del 2 luglio 1993, passata alla storia anche come Battaglia del Pastificio.

Il libro del generale Paolo Riccò

Tra le opere più autorevoli dedicate a quella giornata c’è “I Diavoli Neri. Mogadiscio 2 luglio 1993”, scritto dal generale Paolo Riccò, all’epoca comandante della XV Compagnia paracadutisti della Brigata Folgore impegnata nello scontro.

Il volume ricostruisce in maniera dettagliata le ore della battaglia, attraverso documenti, testimonianze dirette e analisi militari, offrendo uno dei racconti più completi disponibili sul combattimento che segnò profondamente il contingente italiano in Somalia.

Perché la Battaglia del Checkpoint Pasta è ancora attuale

A oltre trent’anni di distanza, la Battaglia del Checkpoint Pasta continua a essere studiata nelle accademie militari e ricordata dagli appartenenti alle Forze Armate come esempio di coraggio, leadership e capacità operativa in ambiente urbano.

Ogni anniversario non rappresenta soltanto una commemorazione, ma l’occasione per riflettere sul prezzo pagato dai militari italiani nelle missioni internazionali e sul valore del servizio reso al Paese.

Le parole di Gianfranco Paglia, protagonista di quella giornata e oggi tenente colonnello dell’Esercito Italiano, riportano l’attenzione proprio su questo aspetto: il dovere della memoria. Perché il sacrificio di Andrea Millevoi, Pasquale Baccaro e Stefano Paolicchi continui a vivere non solo nelle cerimonie ufficiali, ma anche nella coscienza collettiva di una Nazione che, il 2 luglio 1993, scrisse una delle pagine più significative della propria storia militare recente.

Shares 0
Article Tags:
Article Categories:
Missioni internazionali
img

Comments are closed.

0 Shares
Share
Tweet