Riemergono gli appunti segreti dell’incontro di Salisburgo tra Hitler e Mussolini

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Gli appunti di mussolini
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Riemergono gli appunti segreti dell’incontro di Salisburgo tra Hitler e Mussolini. I Carabinieri del nucleo di tutela patrimonio culturale, li hanno restituiti all’Archivio Centrale dello Stato. Si tratta di cinque fogli manoscritti di Benito Mussolini, appunti relativi all’incontro avvenuto con Adolf Hitler il 22 aprile 1944 a Salisburgo nel castello di Klessheim. Erano andati perduti, adesso saranno studiati e custoditi dal governo centrale. Le indagini dell’Arma coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino, sono scaturite dai costanti controlli del mercato antiquario e dalla continua sinergia con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per il Piemonte e la Valle d’Aosta che aveva segnalato la presenza delle lettere olografe, poste in vendita all’incanto presso una nota casa d’aste torinese. Per questi documenti era stato contestualmente chiesto il rilascio di un Attestato di Libera Circolazione – autorizzazione necessaria per la vendita e l’esportazione all’estero – al competente Ufficio Esportazione della Soprintendenza di Torino. Dai primi accertamenti effettuati è emerso che i fogli manoscritti, messi in vendita da un privato cittadino attraverso la casa d’aste, contenevano appunti la cui grafia appariva riferibile a Benito Mussolini, così come il contrassegno in calce all’ultimo foglio del monogramma “M”, utilizzato dallo stesso autore.

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Hitler Mussolini nel 1938 a Monaco di Baviera. Erano i tempi dell’idillio italo tedesco (Bundesarchiv)

La Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per il Piemonte e Valle d’Aosta, ha evidenziato come gli appunti contengano argomenti di particolare importanza storica. Si tratta di un elenco dettagliato di vari argomenti, ordinatamente divisi in tre grandi temi: “Forze armate”, “Politica”, “Economia e lavoro”. Sono fogli privi di data, ma dal contenuto che corrisponde in molti punti con gli argomenti trattati dal dittatore italiano e dal suo ristretto gruppo di collaboratori durante l’incontro con Adolf Hitler, avvenuto nel castello di Klessheim (Salisburgo), il 22 aprile 1944. I fogli possono dunque essere identificati, quasi sicuramente, come gli appunti preparati da Mussolini in vista dell’incontro con Hitler, probabilmente gli stessi usati durante la conferenza in Germania. Gli esami tecnici effettuati dai Carabinieri RIS di Parma che, comparando lo scritto con altri documenti ricondotti con assoluta certezza alla mano di Benito Mussolini, hanno confermato numerose analogie del tratto e quindi l’assoluta autenticità degli stessi. Inoltre, ulteriore riscontro sulla natura dei documenti, provengono dalla piegatura dei fogli in quattro, tipica degli appunti che devono essere conservati in una tasca.

Gli appunti di mussolini

Gli appunti di Mussolini recuperati

Le lettere erano sparite; l’archivio personale di Mussolini e gli archivi di molti organi della RSI (Repubblica Sociale Italiana) scomparvero nel concitato epilogo bellico dell’aprile 1945. La redazione manoscritta da parte del Capo del Governo della RSI nell’esercizio delle proprie funzioni, riguardante affari di Stato, civili e militari, nonché le relazioni con un governo straniero, indicano che l’intera documentazione debba considerarsi eccezionale patrimonio storico appartenente allo Stato italiano. Eppure erano finite sul mercato antiquario, probabilmente da tempo.

Gli appunti di mussolini

Gli appunti di Mussolini recuperati

I militari del nucleo patrimonio culturale di Firenze, durante la stessa operazione, hanno recuperato anche documenti appartenuti a Gabriele D’Annunzio: questa ulteriore attività investigativa è nata dalla preziosa segnalazione di un privato cittadino che, notati i beni in vendita presso una casa d’aste e appurata la loro importanza culturale, aveva immediatamente contattato il Nucleo specializzato dell’Arma per procedere al sequestro della documentazione storica. Gli accertamenti sui beni archivistici, eseguiti in collaborazione con l’Archivio Centrale dello Stato di Roma, hanno evidenziato da subito la notevole rilevanza storica, trattandosi principalmente di minute autografe di discorsi ufficiali, rivendicandone quindi la titolarità statale. Tra questi ultimi beni sequestrati spiccano una minuta di telegramma scritta di pugno da Benito Mussolini e inviata a Gabriele D’Annunzio, oltre a una stesura del discorso rivolto al Re e alle autorità pronunciato in occasione dell’inaugurazione della statua del Bersagliere del 1932 e una minuta del dattiloscritto “Viatico a S.A.R. Amedeo di Savoia, Duca d’Aosta, Governatore Generale dell’Africa Orientale Italiana e viceré d’Etiopia”. La redazione manoscritta da parte del Capo del Governo nell’esercizio delle proprie funzioni, e riguardante affari di Stato, civili e militari, nonché le relazioni con un governo straniero, determinano che l’intera documentazione sia considerato un bene culturale del patrimonio indisponibile della Stato italiano.

L’incontro di Salisburgo

L'incontro di Salisburgo fra Hitler e Mussolini, Frame del video originale (United States Holocaust Memorial Museum, courtesy of Bundesarchiv Filmarchiv)

L’incontro di Salisburgo fra Hitler e Mussolini, frame del video originale (United States Holocaust Memorial Museum, courtesy of Bundesarchiv Filmarchiv)

L’incontro tra Adolf Hitler e Benito Mussolini, tenutosi al Castello di Klessheim nei pressi di Salisburgo il 22-23 aprile 1944, si svolse in un clima di estrema tensione. Ben diversi erano i tempi dei bagni di folla in Italia o in Baviera della fine degli anni ’30. L’idillio con la Germania era finito in un bagno di sangue. Per di più in quei giorni si racconta che Mussolini fosse in precarie condizioni di salute. Di certo il suo potere sulla Repubblica Sociale Italiana (RSI) ormai quasi nullo. I temi principali discussi riguardarono la gestione della RSI, la manodopera per la Germania e la situazione militare. Diversi fronti erano aperti. Per quanto riguarda i lavoratori italiani e internati (IMI), Mussolini cercò di ottenere condizioni migliori per i militari italiani internati in Germania dopo l’8 settembre 1943, proponendo di trasformarli in lavoratori civili per alleggerire la situazione politica interna della RSI e difenderli dalla propaganda partigiana; Hitler e i suoi comandanti, in particolare il feldmaresciallo Kesselring e Fritz Sauckel, premevano per ottenere un milione di lavoratori italiani, oltre a 200.000 uomini per la Luftwaffe. Si discusse anche della lotta ai partigiani in Italia e della difesa del territorio italiano contro l’avanzata anglo-americana. Hitler si lamentò duramente della situazione in Italia; dopo il colloquio con Hitler, Mussolini incontrò anche il capo delle SS Heinrich Himmler per discutere strategie di repressione interna contro il malcontento popolare e i lavoratori in sciopero. L’incontro si concluse senza che Mussolini ottenesse risultati significativi, confermando la sua totale subordinazione alla Germania; per la fine  della Repubblica di Salò, si dovette attendere ancora un anno.

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Seconda guerra
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