Firenze ricorda Franco Zavattaro, l’incursore eroe dell’alluvione

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Franco Zavattaro alluvione firenze
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Gli eroi sono sempre giovani e belli. E Firenze lo ricorderà sempre così, il capitano di fregata a riposo, Franco Zavattaro, scomparso nei giorni immediatamente precedenti al Natale 2022 all’età di 90 anni. Lo piangono i figli, Monica, Alberto e Davide con le loro rispettive famiglie, ma lo ricorda con rispetto Firenze, la città che aveva scelto per la vita, arrivato il momento di lasciare la divisa dopo una carriera onorata prima al comando del gruppo incursori della base di Varignano, poi dei fanti di marina del Battaglione San Marco.

Era un giovane tenente di vascello, Franco Zavattaro, quel 4 novembre 1966, quando l’Arno in piena ruppe gli argini ed entro nel centro di Firenze e in molti dei territori dell’area metropolitana fiorentina. Gli incursori della base della Spezia furono tra i primi chiamati a intervenire. In tutto 50 uomini, con due mezzi pesanti e delle ‘campagnole’ con il compito di aiutare i fiorentini invasi dall’acqua e dal fango.

Franco Zavattaro alluvione firenze

Un briefing prima degli interventi

«Ricevemmo l’ordine di partenza – raccontò Zavattaro qualche anno fa in un’intervista video – a mezzogiorno del 4 novembre; alle 16,45 eravamo già alla Fortezza da Basso, pronti al lavoro. La prima notte l’abbiamo trascorsa a soccorrere persone bloccate su automezzi, ai piani alti degli edifici. Dal mattino successivo cominciammo a recuperare viveri che arrivavano dall’A1, per portarli alla gente non solo di Firenze, ma anche dei comuni vicini. La terza fase fu quella dello svuotamento degli scantinati, grazie a delle idrovore. Le più potenti ci servirono per togliere l’acqua dai due sottopassi della Fortezza e ripristinare il traffico. Restammo in città per 15 giorni». C’è un aneddoto che l’ufficiale raccontava spesso; un’immagine nitida quella di due ragazze che facevano la fila per i viveri. «Quando demmo loro del pane – disse ancora l’ufficiale di Marina ai reporter – una si voltò verso l’altra e le disse: ‘ci s’ha il pane’, quello sguardo, non lo dimenticherò mai. Sembrava come sottolineare: si torna a vivere».

Franco Zavattaro alluvione firenze

Il cambio dei calzini e degli scarponi era fondamentale in mezzo a tanta acqua e fango

Gli incursori intervennero in molte zone di Firenze, aiutando in maniera concreta i cittadini, soprattutto nelle prime ore dall’arrivo, quando l’acqua del fiume esondato era ancora alta in molte aree di Firenze. Per quelle azioni, per quel coraggio, Franco Zavattaro venne decorato con la medaglia d’argento al valore civile dall’allora Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, e ricevette anche la promozione anticipata a capitano di corvetta. Anche Firenze fu grata, e furono molte le lettere di ringraziamento inviate all’ufficiale di Marina non solo dalle istituzioni cittadine ma anche da parte di semplici cittadini e imprenditori

Quell’esperienza in mezzo alla bellezza delle strade e dell’arte di Firenze segnò per sempre Franco Zavattaro; tanto che nel 1976, lasciata la Marina, decise di stabilirsi in città con la famiglia. Un uomo brillante e capace, non poteva non trovare una nuova missione ambiziosa da compiere. Cominciò l’avventura in un’azienda storica fiorentina, la Officine Panerai, fino a diventare membro del CdA nel 1990, con la responsabilità del settore commerciale, lanciando nel mercato civile gli orologi che in precedenza erano realizzati solo per la Marina militare. E’ stato ambasciatore di questo prestigioso marchio fiorentino fino a quando il brand, era il 1997, è stato acquisito dal gruppo francese del lusso Richemont.

Dopo la sua scomparsa, Firenze dovrebbe forse ricordare come si deve questo suo figlio acquisito che non ha esitato a mettersi in gioco nel momento del bisogno, dedicandogli una via o un edificio che ne mantenga per sempre la memoria.

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