Ciao Frank… le parole che non ti ho detto VIDEO

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“Ciao Frank… quella notte è andato tutto storto”. Rocco Telese, 96enne veterano della II guerra mondiale ha voluto camminare fino alla tomba dove riposa il suo commilitone Frank Sheets, 85th inf div come Rocco. Frank venne ucciso il 5 ottobre 1944 sulla linea Gotica.

Il veterano quasi le sussurrava all’amico scomparso, inginocchiandosi davanti alla croce di marmo bianco, in questo giardino di lapidi che raccoglie gli altre 3000 caduti nella campagna d’Italia. Riposano alle porte di Firenze, seguiti scrupolosamente dal personale dell’American Battle Monuments Commission, e guidati dal direttore Angel Matos. “Continuavi a sparare a quella mitragliatrice, non volevi venir via – ha detto il veterano visibilmente commosso – mi ricordo ancora lo sguardo che c’era nei tuoi occhi, continuavi a sparare… ascolta, suonano il silenzio, che ne dici… caduti ma mai dimenticati. Amen”.

Rocco Telese e Don Halverson, altro veterano della 34th Inf Div, sono arrivati in Italia insieme all’autore di The Rifle, Andrew Biggio per un evento organizzato dall’associazione Gotica Toscana.

La guerra è finita da quasi ottant’anni. Ma per questi uomini il ricordo non sarà mai cancellato. Come quella notte in cui Rocco vide morire Frank, pugnalato da un tedesco che si era infilato nella loro buca. Telese riuscì a saltare fuori, ma Frank continuava a fare fuoco con la mitragliatrice; venne colto di sorpresa e accoltellato a morte. Parole dolci quelle di Rocco Telese per l’amico scomparso, sottolineate dal suono del silenzio, un affondo di emozioni che ha toccato tutti i presenti.

E’ il lascito di quella generazione: il mondo contro l’oscurità e la tirannia, figli che hanno attraversato l’oceano per combattere contro i nazisti, per liberare popoli che prima erano nemici. Il sorriso di quei ragazzi ci parla dalle foto in bianco e nero, i loro volti tirati e invecchiati anzitempo descrivono le sofferenze e i sacrifici che dovettero affrontare. Quelle sofferenze e quei sacrifici parlano anche grazie alle voci dei veterani. Di Rocco che sussurra all’amico Frank, di Don che a 98 anni cammina impettito in cima alla collina dei Falciani per onorare il muro coi nomi dei caduti. Sono ricordi da conservare nella memoria, e tramandare ai giovani. “Gone but not forgotten”, caduto ma non dimenticato ha detto Frank prima di chiudere con Amen questo suo inno alla memoria. Scrisse Primo Levi nella poesia introduttiva di ‘Se questo è un uomo’:

“Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli”.

Mai parole furono più efficaci.

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