MP34, le armi della seconda guerra mondiale

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MP 34, arma simbolo della seconda guerra mondiale. Non fu prodotta in grandi numeri, ma venne chiamata la Rolls Royce dei mitra per la cura del dettaglio e la qualità dei materiali che comportavano costi altissimi di produzione.

Il progetto della Maschinenpistole 34 è austriaco. I primi esemplari vennero prodotti negli stabilimenti della Waffenfabrik Steyr e utilizzati dalla polizia austriaca. Dopo l’Anschluss, l’annessione dell’Austria alla Germania nazista l’MP34 fu adottata anche dalle Waffen-SS, e anche da alcuni reparti dell’esercito tedesco che la usarono nei primi anni della guerra. Sostituita dall’MP40, tuttavia non fu mai del tutto accantonata.

MP34, il progetto

Gli ingegneri che misero mano all’MP 34 trassero spunto da un altro mitra, l’MP 18 della Rheinmetall di Düsseldorf, che fu utilizzato già verso la fine della prima guerra mondiale. Per aggirare il trattato di Versailles (in base al quale la Germania, tra le altre limitazioni, non poteva costruire armi leggere automatiche), la Rheinmetall acquisì la compagnia svizzera Waffenfabrik Solothurn nel 1929 e iniziò lo sviluppo di un prototipo. Ma la Solothurn non funzionava per la realizzazione in masse di queste armi. Così Rheinmetall acquisì una parte dell’austriaca Waffenfabrik Steyr. Le armi così prodotte furono vendute a militari e civili tramite la Steyr-Solothurn Waffen AG, una società con sede a Zurigo. L’esemplare della gallery, nella disponibilità di Vincenzo Di Domenico Di Biancavilla di Traxarm, ha seguito il destino di molti suoi ‘simili’: dopo la guerra è stato acquistato dall’esercito Portoghese come dimostrato dalle punzonature su metallo e legni.

La tecnica dell’MP34

L’MP34 era curatissima, dalle rifiniture alla qualità del metallo e dei legni delle calciature. Il selettore della modalità di fuoco (colpo singolo o raffica) era sul lato sinistro del mitra e aveva un azionamento a massa battente e otturatore aperto. La molla di ritorno era alloggiata nel calcio in legno ed era collegata al meccanismo di riarmo tramite una lunga asta. La pulizia dell’arma era possibile grazie a un coperchio a cerniera che garantiva un facile accesso al gruppo otturatore/grilletto. I primi esemplari prodotti avevano un sistema di sicurezza per bloccare il grilletto in stile Schmeisser e simile all’MP 40, ma notoriamente poco sicuro. I modelli successivi introdussero un sistema di blocco del grilletto posizionato sul coperchio superiore, di fronte alla tacca di mira posteriore, tale sistema permetteva di mettere in sicura l’arma sia che essa fosse carica o scarica. Il caricatore, da 32 o 20 colpi, era alloggiato sul lato sinistro e inclinato in avanti per migliorare l’alimentazione ed evitare possibili inceppamenti. Il caricatore, finite le munizioni, poteva essere ricaricato senza estrarlo dall’arma, inserendo clip di otto colpi nella parte superiore dello stesso.

 

Tutti gli MP 34 avevano un calcio in legno sagomato con impugnatura in stile pistola e la canna era rivestita con un tubo perforato che permetteva il raffreddamento della stessa. Era possibile innestarvi anche una baionetta sul lato destro. Il sistema di mira posteriore si poteva tarare su diverse tacche, che andavano da 100 a 500 metri (ma il tiro utile era fino a 200 metri). L’arma potrebbe essere dotata di un bipiede staccabile per aumentare la stabilità.

Uso e diffusione dell’MP34

Nel 1930, la polizia austriaca adottò l’S1-100 con il nome di Steyr MP 30; utilizzava le munizioni austriache standard 9 × 23 mm Steyr. L’MP34 ebbe subito successo anche all’estero. Fu esportata in Cile, Bolivia, El Salvador, Uruguay e Venezuela e in maniera minore anche in Cina in calibro 7,63 × 25 mm Mauser. Furono prodotti esemplari in calibro 45ACP per il mercato sud-americano.

L’esercito austriaco adottò l’S1-100 con il nome di Steyr MP 34, in grado di utilizzare il potente calibro 9 × 25 mm Mauser. Con il passaggio dell’Austria sotto il Reich nazista, Gli MP 34 vennero requisiti e molti vennero modificati per utilizzare il calibro 9 × 19 mm Parabellum. La produzione degli MP 34 cessò nella metà del 1940 e linee di produzione Steyr furono convertite alla produzione del celebre MP 40, arma più semplice e meno costosa ma non meno efficace.

L’MP 34 divenne un’arma di nicchia. Alcune unità delle Waffen-SS la utilizzarono nei primi anni di guerra in Polonia e Francia. Successivamente fu impiegata dai reparti di comunicazione, unità di riserva, polizia militare e feldgendarmerie.

Il Portogallo acquistò piccoli quantitativi di S1-100 con calibro 7,65 mm Luger, nel 1938, e l’arma fu adottata come fucile mitragliatore m/938. Tra il 1941 e il 1942 e dopo la fine della guerra molti MP 34 furono consegnate dalla Germania al Portogallo che le adottò con il nome di m/942[2], diversi esemplari furono marchiati con lo stemma portoghese. L’m/942 rimase in servizio fino alla fine degli anni cinquanta del XX secolo, mentre fu utilizzata delle forze paramilitari e di sicurezza nelle colonie d’oltremare del Portogallo fino alla fine degli anni settanta.

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Sistemi d'arma
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