Alla scoperta delle Willys della seconda guerra mondiale

1 year fa scritto da
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La Willys ritrovata, immagini del recupero

C’è una nuova frontiera in materia di mezzi militari: non più il restauro ma il ‘recupero’. Un recupero storico del mezzo, delle sue parti esterne ovviamente perché la meccanica è ovviamente perfettamente efficiente e la messa a punto viene fatta con parti originali dell’epoca (pneumatici inclusi).
I primi segni dei vecchi fregi sono emersi dopo aver tolto lo sporco con l’idropulitrice. Insegne per l’esattezza, a testimoniare che la Willys, ritrovata nella zona del Chianti fiorentino, era stata data in dotazione alle truppe neozelandesi. Lo testimonia la foglia di felce al centro del parabrezza, e i simboli rossi e blu con il numero del reparto, sistemati a destra e sinistra sempre sulla carrozzeria sottostante il parabrezza. Il mezzo deve aver preso servizio nel nordafrica, come testimoniato dalla traduzione in arabo dei numeri seriali della vettura, dipinta con il classico mimetismo britannico ‘Mickey Mouse’.
Arrivata in Italia e dopo la campagna di liberazione dell’area fiorentina, la Jeep deve essere passata di mano, visto che sopra il cofano motore ci sono le insegne della Raf.
Sono stati riscoperti piano piano tutti i vecchi loghi e altre scritte stanno uscendo man mano che prosegue il recupero. Una via innovativa per la rimessa in strada di questi mezzi, che porta a riscoprirne i segreti. Magari non saranno fiammanti, ma la patina d’epoca insieme alla scoperta dei reparti presso i quali questo mezzo ha servito, rappresenta a mio avviso una via innovativa di concepire e apprezzare questi veicoli ed essere rispettosi della storia che si portano dietro.
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