Patton ordinò: “Cancellate dalla mappa l’isola di Cézembre”

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Il bombardamento di Cézembre (foto Us Army)
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Rimasero a combattere fino a che l’isolotto di Cézembre, non fu ridotto un inferno. Gli alleati vi scaraventarono tonnellate di bombe, tanto che i bombardamenti da record sullo scoglio francese che si trova sulla costa della Bretagna davanti a Saint Malo superarono di gran lunga qualsiasi attacco sferrato durante la guerra del Vietnam o in Iraq

Il bombardamento di Cézembre (foto Us Army)

Il bombardamento di Cézembre (foto Us Army da Wikipedia)

A Cézembre, insieme ai tedeschi, c’erano anche dei soldati italiani. Marò della Repubblica Sociale che per strane vicende della guerra, furono assegnati insieme ai tedeschi alla difesa delle postazioni d’artiglieria che si trovavano sull’isola.

Nel settembre 1944, la guerra in Francia era praticamente sulla via della conclusione. Gli alleati erano sbarcati in Normandia e avevano consolidato la loro testa di ponte per entrare in Francia. Presa Parigi, presa la Francia, presa la Francia, saltata o quasi l’Italia, la prossima sulla lista era Berlino. La guerra sarebbe durata ancora un anno, ma c’era un cauto ottimismo. Dopo la Normandia, gli americani si dedicarono alla Bretagna.

Cézembre era come una corazzata ormeggiata appena al largo di Saint Malo: lunga 750 metri e larga al massimo 300. Era stata fortificata dai tedeschi con bunker e cunicoli in vista dell’invasione. Era diventata strategica: con i suoi cannoni poteva colpire Saint Malo e il suo porto, lontani appena tre miglia. Ai primi di agosto 1944 a Saint Malo arrivarono gli americani; dall’isola iniziarono a sparare. Anche dopo la resa della città bretone, l’artiglieria di Cézembre non cessò di aprire il fuoco. Erano colpi improvvisi, facevano vittime, tenevano sotto stress i soldati americani.

Le bombe americane su Cézembre

Il Generale George Patton con Clark (national archives)

Il Generale George Patton con Eisenhower e Clark (National Archives)

Era una sorta di sfida, che il comandante delle truppe americane della III armata, il generale George Patton prese a modo suo: in tre settimane Cézembre fu colpita con 19.729 bombe d’aereo e circa 20 mila proiettili d’artiglieria. Sull’isola venne scatenato un volume di fuoco devastante. Notte e giorno bombardieri e caccia sganciavano sull’isolotto. Gli alleati l’hanno letteralmente sepolta di ordigni. Venne usato per la prima volta anche il napalm: era ancora un’arma segreta, le immagini di quei bombardamenti, declassificate dopo anni e a disposizione di tutti fanno capire l’inferno che fu scatenato sull’isola. Dopo ogni passaggio dei bombardieri alleati però, come in una nemesi, i fanti di marina repubblicani e i marinai della Kriegsmarine, riprendevano a sparare.

Il bombardamento di Cézembre (foto Us Army)

Esplosione al napalm sull’isola (foto Us Army)

La conquista dell’isolotto divenne anche una questione di propaganda. In Germania e a Salò la stampa di regime esaltava il coraggio dei militari che restistevano a Cézembre. Gli alleati per contro mostravano nei cinegiornali i filmati coi massicci bombardamenti sui bunker d’artiglieria. Bombardamenti che ogni giorno diventavano sempre più intensi: 265 tonnellate di bombe in un giorno scesero dal cielo sganciati dai Liberator americani; mentre i caccia buttavano a terra 68 barili di napalm

Richard_Seuss Il bombardamento di Cézembre (foto Us Army)

Richard Seuss (foto Wikipedia)

A comandare la guarnigione sull’isola, c’era un ufficiale della Kriegsmarine, Richard Seuss. Convinto nazista aveva deciso di resistere fino alla morte. Gli uomini erano rintanati sottoterra, dietro le pareti di cemento dei bunker: ogni colpo poteva essere quello finale; indossavano le maschere antigas per non respirare i vapori scatenati dalle esplosioni. Napalm e fosforo entravano dalle feritoie. Il calore era tremendo tanto da piegare le canne degli obici.

I fanti di marina della RSI a Cézembre

Gli italiani per contro non erano così convinti di sacrificare la loro vita di fronte alle forze soverchianti degli americani. All’inizio dell’assedio il contingente era composto da circa cento marò e due ufficiali. La gran parte di loro era stata catturata dai tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre 43 a Trieste e La Spezia. Erano stati deportati in Germania e pur di essere liberati avevano aderito alla RSI, ritrovandosi a combattere in Francia. Altri come loro erano disseminati tra Normandia e Bretagna. Pochi erano quelli che credevano fermamente al Regime. Sull’isola erano stati assegnati alle batterie contraeree, nella parte sud.

Il bombardamento di Cézembre (foto Us Army)

Il bombardamento di Cézembre (foto Us Army)

Dopo le prime bombe, cominciarono i tentativi di fuga, molti bloccati dai tedeschi (tra le fila dei quali non pochi tentarono ugualmente la fuga). Un cuoco riuscì a scappare a nuoto. Arrivò fino alla costa per dire agli americani che i tedeschi si sarebbero ammutinati. Il 18 agosto ’44 gli alleati mandano un motoscafo con la bandiera bianca sull’isola per chiedere la resa. La risposta fu negativa; gli attacchi ripresero ancora più forte. Il 24 agosto 1944 Parigi cadde; a Cézembre Seuss ebbe a rifiutare rifiuta di nuovo la resa: gli era rimasto un solo cannone funzionante, e scorte per dieci giorni. Gli alleati fecero arrivare sulla costa anche una corazzata britannica, la Warspite. Per ore arrivarono bordate da 381 millimetri (ogni proiettile contiene quasi mezza tonnellata di tritolo). Alcuni bunker vengono sventrati, uccidendo tutti gli occupanti.

Il generale Patton ordina lo sbarco: arriva la resa

La relazione sulla resa di Cézembre (National Archives)

La relazione sulla resa di Cézembre (National Archives)

Si spara anche dalla terraferma: Patton fece schierare cinque batterie di artiglieria: in quattro giorni scaricarono 11.103 colpi di grosso calibro sulla fortezza. Altri 400 aerei si accanirono sulla postazione: il profilo dell’isola divenne irriconoscibile, le colline livellate dalle esplosioni. Venne l’ora di chiudere la storia con uno sbarco.

L’operazione scatta all’alba del 2 settembre 1944. Ma quando i mezzi anfibi si avvicinano a Cézembre, pronti allo scontro finale, vedono una bandiera bianca. L’hanno issata gli italiani. I marò non sono disposti ad andare oltre, non vogliono farsi massacrare per quello scoglio bretone.

Il comandante tedesco è infuriato: la difesa è impossibile, deve deporre le armi. Non vuole però avere a che fare con “i traditori”. Pone agli americani un’unica condizione: una resa separata. I fotografi immortalano la doppia cerimonia: in una spiaggetta circondata di macerie, Seuss accoglie gli alleati con il saluto nazista. In disparte, i due ufficiali italiani che si consegnano subito dopo. Anche i superstiti vengono trasferiti separatamente: sono 228 tedeschi e 71 marò, tre dei quali feriti. Il reportage fotografico statunitense mostra i loro volti, mentre il 3 settembre 1944 vanno felici verso la prigionia.

Gli alleati hanno imparato la lezione. Le fortezze tedesche nel sud della francia rimangono circondate fino alla fine del Reich. Espugnarle sarebbe costato troppo.

Su Cézembre tutto è rimasto com’era

Il bombardamento di Cézembre (foto Us Army)

Il bombardamento di Cézembre (foto Us Army)

Ancora oggi, a 70 anni di distanza, l’isola è in gran parte off limits: ci sono centinaia di ordigni inesplosi, che tre bonifiche non sono riusciti a eliminare. Solo la spiaggia è accessibile, mentre una barriera di filo spinato impedisce di arrivare ai bunker e ai rifugi sotterranei, rimasti come nel giorno della resa. Restano in posizione i cannoni con le canne fuse, persino i letti metallici e i vetri delle bottiglie. Nel 2017 è stata organizzata una campagna di bonifica che in un mese ha portato alla luce solo una minima parte di quello che è stato lanciato sull’isola. L’obiettivo del progetto, attuato dal ministero della difesa e dalla marina francesi, proprietari dell’isola, era quello di recuperare al turismo ecosensibile almeno una parte di un territorio. L’isolamento del sito, che non ospita umani da oltre settant’anni, ha favorito infatti il libero sviluppo di un ecosistema che oggi comprende colonie di gazze marine, urie comuni, gabbiani reali nordici, zafferani e cormorani (ma sono anche stati osservati falchi e gufi). Sull’isola ci sono anche i resti dei cannoni, di armi in qualche caso di origine francese e risalenti alla Prima Guerra Mondiale, poi riciclate dai tedeschi. L’area bonificata è circoscritta a 2mila metri quadri, praticamente il 2 per cento dei 100 ettari.

Il bombardamento di Cézembre (foto Us Army)

Il bombardamento al napalm a Cézembre (foto Us Army da Wikipedia)

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Seconda guerra
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