CUGS, i robot da combattimento europei dimostrano di poter operare insieme

7 hours fa scritto da
Sistemi terrestri e aerei senza equipaggio impegnati nella dimostrazione del programma europeo CUGS.
img

Sistemi terrestri senza equipaggio, droni e munizioni circuitanti capaci di cooperare in uno stesso scenario operativo, anche con il posto comando a diversi chilometri di distanza. È il risultato della dimostrazione finale del programma Combat Unmanned Ground System (CUGS), iniziativa di ricerca e sviluppo finanziata dall’Agenzia europea per la difesa (EDA) e coordinata da Leonardo, che ha raggiunto una delle sue principali tappe tecnologiche.

L’obiettivo del progetto è sviluppare e validare tecnologie per sistemi da combattimento terrestri senza equipaggio, puntando su un’architettura aperta e su moduli funzionali integrabili anche su piattaforme già esistenti. Avviato nel 2023, CUGS rappresenta la più grande iniziativa di ricerca e tecnologia dell’EDA in questo settore: coinvolge nove Stati membri e 28 partner industriali europei, con un budget di 35,5 milioni di euro e una durata prevista di 36 mesi.

Piattaforme diverse, un unico scenario operativo

La dimostrazione ha riunito sistemi sviluppati da aziende e istituzioni di diversi Paesi europei. Tra le piattaforme terrestri figuravano il veicolo tattico leggero Lince VTLM-2 con torretta Hitrole, di IDV e Leonardo, il veicolo cingolato THeMIS di Milrem Robotics, integrato con il sistema Hornet di Arquus, il sistema ZSMU 1276 di Zakłady Mechaniczne Tarnów, il Wiesel di Rheinmetall, lo Scout Vehicle sviluppato dagli istituti di ricerca polacchi WAT e PIAP e il Patria AMV finlandese.

Alla componente terrestre si sono aggiunti lo Scout UAV di Thales e i sistemi di munizioni circuitanti di MBDA. Le piattaforme sono state schierate in posizioni differenti all’interno di un ambiente operativo simulato, mentre il posto comando era collocato a diversi chilometri dall’area d’impiego.

Il compito assegnato ai sistemi consisteva nel raggiungere e identificare una serie di potenziali minacce simulate. La prova ha consentito di verificare l’interoperabilità delle piattaforme e dei moduli funzionali sviluppati nell’ambito del programma, evidenziando le possibilità offerte dalla cooperazione tra sistemi di diversa origine nazionale e industriale.

Navigazione autonoma e intelligenza artificiale

Il nucleo tecnologico di CUGS è costituito dai moduli funzionali di combattimento integrati a bordo dei veicoli senza equipaggio. Le capacità sviluppate comprendono la navigazione autonoma, la consapevolezza situazionale ottenuta attraverso i sensori di bordo, le funzioni di comunicazione, comando e controllo, il coordinamento tra piattaforme e la gestione degli effettori.

Grazie a queste capacità, i sistemi terrestri e aerei hanno potuto muoversi autonomamente, individuare e seguire gli obiettivi, classificarli e simularne l’ingaggio. L’intelligenza artificiale contribuisce all’elaborazione delle informazioni e al supporto delle decisioni operative, mentre il coordinamento tra le diverse piattaforme consente di affrontare lo scenario come un insieme integrato anziché come una semplice successione di sistemi indipendenti.

Un elemento centrale della sperimentazione è il mantenimento della supervisione umana. L’architettura adottata prevede infatti un modello human-in-the-loop: gli operatori mantengono il controllo e possono intervenire sulle piattaforme in qualsiasi momento. L’autonomia riguarda quindi l’esecuzione delle funzioni assegnate, senza eliminare la possibilità di intervento umano.

Un’architettura aperta per la difesa europea

Il risultato di CUGS assume rilievo soprattutto sul piano dell’integrazione. La disponibilità di piattaforme autonome non è sufficiente, da sola, a garantire un impiego efficace in operazioni multinazionali: occorre che sistemi progettati da produttori differenti possano scambiarsi informazioni, coordinare le attività e operare secondo procedure compatibili.

La dimostrazione ha messo alla prova proprio questa dimensione, verificando il funzionamento congiunto di tecnologie terrestri e aeree sviluppate in diversi Paesi. L’approccio basato su un’architettura aperta punta a facilitare l’integrazione dei moduli funzionali sulle piattaforme esistenti, offrendo una possibile strada per ampliare progressivamente le capacità autonome senza dover necessariamente sviluppare nuovi veicoli da zero.

Per Leonardo, il coordinamento del programma rafforza il ruolo del gruppo nei programmi europei per la difesa terrestre. Per l’EDA e i partner coinvolti, la conclusione della dimostrazione rappresenta un passaggio significativo verso sistemi unmanned capaci di cooperare in scenari complessi, coniugando automazione, interoperabilità e controllo umano.

Il passo successivo sarà trasformare le capacità validate nel corso della sperimentazione in soluzioni utilizzabili nei contesti operativi reali. Il comunicato non specifica, tuttavia, tempi di introduzione in servizio, programmi di acquisizione o ulteriori fasi di sviluppo successive alla dimostrazione finale.

Shares 0
Article Tags:
Article Categories:
Equipaggiamenti
img

Comments are closed.

0 Shares
Share
Tweet