La NATO accelera la rivoluzione digitale: Accenture e Leonardo guideranno il nuovo scudo cyber dell’Alleanza

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La guerra moderna non si combatte soltanto con carri armati, aerei da combattimento e missili. Sempre più spesso il primo fronte è quello invisibile del cyberspazio, dove attacchi informatici, sabotaggi digitali e operazioni di guerra elettronica possono compromettere in pochi minuti le capacità operative di un’intera alleanza militare.

È in questo contesto che assume un’importanza strategica il nuovo accordo firmato tra la NATO Communications and Information Agency (NCIA), Accenture e Leonardo, destinato a cambiare profondamente il modo in cui l’Alleanza Atlantica gestirà le proprie comunicazioni classificate e i dati operativi nei prossimi decenni. Il contratto, del valore di circa 200 milioni di euro, riguarda la realizzazione del Protected Business Network (PBN), la futura infrastruttura digitale sicura della NATO.

Un’infrastruttura pensata per la guerra del XXI secolo

Il Protected Business Network non rappresenta un semplice aggiornamento tecnologico dei sistemi informatici esistenti.

L’obiettivo è costruire una vera e propria dorsale digitale comune sulla quale far transitare tutte le comunicazioni classificate, la gestione dei dati sensibili e i servizi digitali dell’Alleanza.

Il progetto interesserà circa 29.000 utenti, tra personale civile, militari e decisori politici, che potranno operare attraverso un ambiente cloud sicuro, standardizzato e resiliente, riducendo drasticamente i tempi di implementazione dei nuovi servizi e aumentando la capacità di risposta alle minacce informatiche.

In altre parole, la NATO punta a creare un’infrastruttura digitale che abbia lo stesso livello di affidabilità di una rete militare strategica, ma con la flessibilità tipica delle moderne piattaforme cloud.

Perché il cloud è diventato una capacità militare

Fino a pochi anni fa il cloud era considerato soprattutto uno strumento aziendale.

Oggi è diventato un moltiplicatore di capacità operative anche nel settore della difesa.

Un’infrastruttura cloud permette infatti di condividere informazioni in tempo reale tra i diversi quartier generali, integrare rapidamente nuovi sistemi d’arma, distribuire aggiornamenti software in tempi molto ridotti e garantire continuità operativa anche qualora un nodo della rete venga compromesso.

La guerra in Ucraina ha dimostrato come la capacità di mantenere operative le reti informatiche durante un conflitto sia ormai decisiva quanto la superiorità sul campo di battaglia.

Il nuovo Protected Business Network nasce proprio con questa filosofia.

Il ruolo di Leonardo

Per l’industria italiana il progetto rappresenta uno dei programmi cyber più rilevanti degli ultimi anni.

Leonardo sarà infatti responsabile dell’implementazione dell’architettura Zero Trust, considerata oggi il riferimento internazionale nella protezione delle infrastrutture critiche.

Il principio dello Zero Trust è semplice quanto rivoluzionario: nessun utente, dispositivo o applicazione viene considerato affidabile per definizione.

Ogni richiesta di accesso viene verificata continuamente, limitando la possibilità che un attaccante possa muoversi liberamente all’interno della rete dopo aver violato un singolo sistema.

A supporto di questa architettura entrerà in funzione anche la Global Cybersec Platform di Leonardo, una piattaforma multi-agentica basata sull’intelligenza artificiale capace di individuare anomalie, prevedere possibili attacchi e automatizzare parte delle attività di risposta agli incidenti informatici.

Intelligenza artificiale e cyber defence

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale rappresenta uno degli aspetti più interessanti del programma.

Le moderne reti militari generano ogni giorno miliardi di eventi informatici.

Analizzarli manualmente è ormai impossibile.

L’AI permette invece di riconoscere comportamenti anomali, individuare tentativi di intrusione e isolare automaticamente le minacce prima che possano compromettere l’intera infrastruttura.

Si tratta di una capacità ormai indispensabile in uno scenario in cui gruppi hacker sostenuti da Stati ostili sono in grado di lanciare campagne offensive su larga scala contro infrastrutture civili e militari.

Una trasformazione che guarda al futuro

L’accordo è stato firmato durante il NATO Summit Defense Industry Forum di Ankara e rappresenta soltanto la prima fase di un programma destinato a svilupparsi nell’arco dei prossimi sette anni.

Il North Atlantic Council ha infatti individuato nel Protected Business Network uno dei programmi prioritari per l’evoluzione delle capacità operative dell’Alleanza.

Non si tratta soltanto di migliorare la sicurezza delle reti, ma di costruire una piattaforma capace di sostenere tutte le future tecnologie militari: dall’intelligenza artificiale ai sistemi autonomi, fino alla gestione multidominio delle operazioni.

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Un segnale anche per l’industria europea della difesa

L’intesa conferma inoltre il crescente peso dell’industria europea nei grandi programmi della NATO.

Per Leonardo, già protagonista in numerosi progetti nei settori aerospaziale, elettronico e della sicurezza, il contratto consolida il ruolo di riferimento nella cybersecurity applicata alle infrastrutture critiche e alle organizzazioni mission critical.

Per Accenture rappresenta invece uno dei maggiori programmi di trasformazione digitale mai realizzati nel comparto difesa.

Le prospettive

Se il Protected Business Network raggiungerà gli obiettivi previsti, la NATO disporrà di un’infrastruttura digitale completamente nuova, progettata per affrontare le sfide del prossimo decennio.

La superiorità tecnologica dell’Alleanza passerà sempre meno soltanto dalla qualità dei sistemi d’arma e sempre più dalla capacità di proteggere, condividere e sfruttare rapidamente le informazioni.

Ed è proprio nel dominio cyber che si giocherà una parte sempre più importante della deterrenza del futuro.

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