Leonardo aggiorna il Piano Industriale al 2030: Michelangelo Dome e sicurezza multidominio

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Il nuovo Piano Industriale 2026-2030 di Leonardo punta a rafforzare il ruolo del gruppo italiano come player hi-tech della sicurezza globale, in un contesto internazionale segnato dall’aumento delle tensioni geopolitiche e dalla rapida evoluzione delle minacce militari e cyber.

Negli ultimi tre anni il gruppo ha avviato una profonda trasformazione industriale con l’obiettivo di diventare una “One Company” multinazionale, caratterizzata da una visione integrata nei settori difesa, aerospazio e sicurezza.

La strategia ha portato alla razionalizzazione del portafoglio prodotti, alla creazione di partnership e joint venture internazionali, a operazioni mirate di acquisizione e a un forte processo di digitalizzazione e potenziamento della capacità produttiva.

Il risultato è un gruppo oggi più solido e pronto a competere in un mercato globale della sicurezza in forte espansione.

L'Ad di Leonardo Roberto Cingolani (foto Leonardo)

L’Ad di Leonardo Roberto Cingolani (foto Leonardo)

Roberto Cingolani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo, ha così commentato: “Abbiamo realizzato tutto quello che avevamo pianificato nel primo Piano Industriale, oltre ogni previsione. Disponiamo di tutte le piattaforme, dal dominio terrestre a quello spaziale, navale, aereo. Abbiamo investito molto sul digitale, l’AI e la cybersecurity. Oggi possiamo contare su un vantaggio competitivo che vantano in pochi e siamo in grado di sviluppare prodotti e soluzioni per rispondere alle minacce future. Il nuovo Piano Industriale definisce la traiettoria del Gruppo al 2030, guardando ad un maggiore consolidamento del ruolo di player high-tech della sicurezza globale. Leonardo si presenta oggi ai mercati come una realtà industriale unica e forte del recente lancio del Michelangelo Dome, concreta applicazione della visione multidominio del Gruppo che contribuirà alla costruzione di capacità sovrane e interoperabili. Un’architettura di difesa integrata e aperta, progettata per rispondere ad uno scenario in cui le minacce alla sicurezza sono sempre più ibride e richiedono soluzioni nuove e pienamente interconnesse”.

Le nuove minacce globali

L'elicottero d'attacco AW-249 (Foto Leonardo)

L’elicottero d’attacco AW-249 (Foto Leonardo)

L’aggiornamento del Piano al 2030 riflette un contesto strategico profondamente mutato. Le minacce alla sicurezza sono oggi più complesse e multidimensionali.

Tra i fattori che stanno ridefinendo gli scenari operativi figurano:

  • missili ipersonici

  • vettori balistici

  • sistemi unmanned e sciami di droni

  • attacchi cyber su larga scala

La sicurezza non riguarda più soltanto il dominio militare ma investe direttamente la resilienza economica e infrastrutturale dei Paesi. Settori come energia, trasporti, finanza, agricoltura e manifattura sono sempre più esposti a rischi interconnessi che possono incidere sulla stabilità e sulla crescita economica.

Le stime indicano che il budget globale per la sicurezza potrebbe crescere da circa 400 miliardi di dollari annui nel 2020 a oltre 1 trilione nel 2030. Parallelamente, l’impatto economico del cybercrime potrebbe arrivare a 1 trilione di dollari al mese entro il 2030.

Michelangelo Dome: la nuova “cupola” di difesa multidominio

La rete difensiva di Michelangelo

La rete difensiva Michelangelo

Uno dei progetti chiave della strategia di Leonardo è Michelangelo Dome, una piattaforma tecnologica progettata per integrare tutti i domini operativi della difesa moderna che vedrà la sua prima applicazione a difesa dell’Ucraina entro il 2026

Il sistema unisce capacità nei cinque domini (aria, terra, mare, spazio e cyber) attraverso l’impiego di intelligenza artificiale, high performance computing, cloud e data fusion. Michelangelo Dome non è un singolo sistema ma un’architettura aperta, modulare e scalabile che crea una vera e propria “cupola” di protezione contro minacce avanzate.

Al centro della piattaforma c’è MC5, un modulo plug-in che consente l’interconnessione tra tutti i domini operativi, garantendo: interoperabilità tra sistemi, tempi decisionali ridotti, integrazione con piattaforme esistenti, anche di altri produttori

La piattaforma è progettata per essere pienamente interoperabile in ambito NATO e per consentire la cooperazione internazionale.

Grazie a questa architettura Leonardo mira a intercettare e neutralizzare minacce lungo tutto lo spettro operativo, dalle armi ipersoniche e balistiche agli attacchi saturanti e agli sciami di droni a bassa quota.

Secondo le stime del gruppo, Michelangelo Dome potrebbe generare 21 miliardi di euro di nuove opportunità di business nel prossimo decennio, di cui 6 miliardi tra il 2026 e il 2030.

Leonardo punta a diventare il gruppo hi-tech della sicurezza globale

Il drone LBA (Foto Leonardo)

Il drone LBA (Foto Leonardo)

Con il Piano al 2030 Leonardo punta a diventare uno dei gruppi tecnologici più avanzati nel settore della sicurezza globale.

Le tecnologie chiave della strategia includono:

  • cybersecurity

  • intelligenza artificiale

  • high performance computing

  • analisi avanzata dei dati

Queste capacità permetteranno di sviluppare soluzioni dual-use, utilizzabili sia in ambito militare sia civile, tra cui sistemi per il monitoraggio ambientale, la gestione delle emergenze e l’agricoltura di precisione.

L'aereo M-346 Block (foto Leonardo)

L’aereo M-346 Block (foto Leonardo)

Il fattore umano: 28 mila nuove assunzioni

Il capitale umano rappresenta uno degli elementi centrali del Piano.

La forza lavoro del gruppo è passata da 51.400 dipendenti nel 2023 a 62.700 nel 2025. L’obiettivo è raggiungere 75.500 dipendenti entro il 2030.

Dopo 20 mila assunzioni tra il 2023 e il 2025, Leonardo prevede 28 mila nuovi ingressi tra il 2026 e il 2030:

  • 55% giovani under 30

  • 70% profili STEM

  • 30% donne

Il gruppo ha inoltre avviato programmi di collaborazione con università e business school internazionali per attrarre competenze tecnologiche strategiche.

Gli obiettivi finanziari del Piano

Il Piano Industriale prevede una crescita significativa dei principali indicatori economici del gruppo.

Tra i target principali:

  • 142 miliardi di euro di ordini cumulati

  • crescita media dei ricavi del 9%

  • EBITA cumulato di 14 miliardi tra il 2026 e il 2030

  • Free Operating Cash Flow cumulato di 8 miliardi

La crescita sarà sostenuta dall’espansione della capacità produttiva, dall’innovazione tecnologica e dalle opportunità legate a nuovi programmi internazionali nel settore difesa e sicurezza.

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Sistemi d'arma
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