Una storia di guerra: Hulon Lofton

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ospedale scapperia
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Una foto, un’immagine con il paese sullo sfondo e un contesto di guerra trovata nel libro “The 56th Evac Hospital: Letters of a WWII Army Doctor” di L. D. Collins. Una didascalia con nome e cognome e niente altro: questa storia comincia dalla fine di una vita.

La didascalia dice: “funerale di Hulon Lofton vittima del mitragliamento a Scarperia”. Chi era, da dove veniva sono le prime domande che ti vengono a mente. Da dove inizi? Dagli archivi del NARA (National archives and record administration): Nome, Cognome numero di matricola … il viaggio inizia.

Hulon V. Lofton 34275928 Private First Class, U.S. Army 56th Evacuation Hospital

funerale lofton

Il funerale di Hulon Lofton a Scarperia

Le informazioni ricavate dai dati del Censimento del 1920 dicono che era nato nel 1906 a Beat 4, Pearl River, Mississippi. Era il più grande dei tre figli di Van Leah Lofton, il padre, e L. A. Lofton, la madre.

Van Leah (Leak) Lofton, di razza bianca, era nato l’8 gennaio 1881 è registrato a Covington Mississipi, lavorava a Seber, stesso stato. Hulona aveva un fratello si chiama Douglas, nato nel 1909, e una sorella, Mary, nata nel 1911.

Il censimento non riporta né le date di nascita complete né i nomi dei genitori. Il nome del padre risulta dal libro “The story of The 56th Evac” così come l’indirizzo: Rt. No.1 Carriere, Mississippi.

Il successivo censimento, quello del 1930, ci dice che Hulon si trova a San Antonio, Contea di Bexar in Texas e lo classifica come “Religioso”.

Nel maggio del 1942 viene arruolato e aggregato al 56th EVAC Hospital. Il 56th EVAC è conosciuto anche come “Baylor Unit”, il personale medico del reparto proviene in maggior parte da questa Università: la Baylor University. Il Baylor Hospital e la Baylor University College of Medicine occupavano lo stesso blocco a Dallas, Texas.

La “Baylor Medical Unit” inizia la sua storia organizzativa nel 1940, venne attivata nel marzo del 1942 ed iniziò il periodo di addestramento di un anno negli Stati Uniti.

La missione dell’unità era di operare come un ospedale da campo mobile da 750 posti letto a supporto delle truppe in linea per poi spostare, quando necessario, i pazienti verso gli ospedali nelle retrovie.

Il reparto era formato da 37 medical officers (22 surgical, 8 medical, 5 in altre specialties, 2 in command functions), 3 dental officers, 4 administrative officers, 1 quartermaster officer, 2 chaplains e 47 Army Nurse Corps officers. In totale 47 erano uomini e 47 donne. A questi vanno aggiunti 315 enlisted men. Il personale medico contava circa 400 effettivi e 29 dei suoi Ufficiali provenivano dall’Ospedale Universitario della Baylor o erano membri o alunni del Baylor University College of Medicine o del College of Dentistry.

Il 56th EVAC si imbarca a New York sulla nave USAT “Mariposa” (ex-Matson Lines ocean liner varata nel 1931) il 16 aprile del 1943 e sbarca a Casablanca in Marocco il 24 aprile del 1943. Insieme al 56th EVAC, sulla stessa nave ci sono anche il 95th Evac Hospital, il 93d Evacuation Hospital, il 54th Medical Battalion oltre ai membri del 99th Fighter Squadron, conosciuti come “Tuskegee” il primo gruppo di piloti Afro-Americani della United States Army Air Corps che, dopo lo sbarco in Sicilia a luglio del 1943, operarono in Italia dall’aeroporto di Ramitelli, vicino all’attuale Campomarino.

Le basi del 56th Evac sono state:

  • Casablanca Marocco dal 24 aprile 43 all’8 maggio 1943
  • Biserta Tunisia dal 20 giugno 1943 ai primi di ottobre 1943
  • Dal 6 ottobre 1943 in Italia

Le basi italiane:

  • Dragoni novembre 1943 – gennaio 1944
  • Anzio, il 56th EVAC arriva il 28 gennaio del 1944 e rimane fino all’8 aprile.
  • Nocelleto dal 10 Aprile a maggio del 1944
  • Fondi 31 maggio 1944
  • Piombino 29 giugno 1944
  • Peccioli 2 agosto 1944
  • Scarperia dal 22 settembre 1944 al 22 aprile 1945
  • Bologna dal 23 aprile 1945
  • Udine 19 maggio 1945

L’arrivo a Scarperia è descritto nel libro “The story of the 56th Evac” edito nel 1945:

“Ancora una volta ci eravamo sistemati in un vigneto, due blocchi a sud di Scarperia, e questa volta le viti erano cariche. Potevamo scegliere fra uva bianca e nera a patto di essere più veloci del contadino. La nostra cucina era piazzata in un campo di patate che contribuiva a fornire un ottimo contributo ai nostri pasti. Nella nostra prima domenica passata qui ci è stato dato del gelato con somma delizia per tutti.

Le batterie di artiglieria pesante erano piazzate così vicino che i colpi dei cannoni da 8 pollici spegnevano tutte le volte le nostre candele. Per fortuna, dopo qualche giorno, furono spostati.

All’inizio pensavamo di spostarci velocemente da qui, la caduta di Bologna sembrava imminente, ma ci sbagliavamo. La fanatica resistenza dei tedeschi, il terreno impervio, il susseguirsi ininterrotto delle montagne dell’Appennino insieme alla pioggia, il fango, la nebbia, il nevischio e la neve in queste montagne bloccarono l’avanzata della 5th Army e il 56th Evac in Scarperia per più di sei mesi.

La linea del fronte era servita da un’unica strada: la highway 65. I nostri pazienti, gli uomini della 34th, 85th, 88th e 91st Divisions, parlano di posti odiati come Livergnano, Loiano e il Passo della Futa. Con l’avvicinarsi dell’inverno capimmo che il fronte si sarebbe fermato.

La Luftwaffe ci sorprese in una notte di luna piena, sorvolando la strada bombardando e mitragliando. Le batterie antiaeree leggere erano state spostate verso la linea del fronte lasciando nei dintorni di Scarperia solo quelle pesanti. I piloti tedeschi si resero conto che la nostra contraerea avrebbe potuto colpirli solo ad alta quota e continuarono a sorvolare a bassa quota mitragliando e bombardando a volontà la strada che correva a fianco dell’ospedale, i depositi di munizioni e materiali e i convogli.

Per tutto il tempo continuarono a volare all’altezza degli alberi sorvolando le tende dell’ospedale, gli Stuka tedeschi erano chiaramente riconoscibili alla luce della Luna. L’attacco continuò tutta la notte è alle 4:30 un bossolo da 20mm cadde nella zona del campo destinata alla truppa ferendo mortalmente Hulon Lofton, che morì alle 8 del mattino. Il funerale si tenne il pomeriggio stesso. Hulon era affettuosamente soprannominato “Pop” dagli uomini del 56th.

Il campo della truppa fu spostato lontano dalla strada e vicino ad un torrente ad est del campo. Appena spostate le tende, iniziò a piovere e l’area cominciò a puzzare di rape marce e il fango era profondo almeno trenta centimetri. Per tutti era diventato “the Hawg Woller Holler”: il letamaio….”

tomba lofton

La tomba del soldato al cimitero dei Falciani (foto Andrea Gatti)

La Luftwaffe attaccò il campo americano di Scarperia la notte fra il 3 e il 4 di ottobre del 1944, una notte di luna piena. Hulon muore a Scarperia il 4 ottobre del 1944; la foto è stata scattata il giorno del suo funerale.

È sepolto al Florence American Cemetery: Hulon “Pop” V. Lofton matricola 34275928; Private First Class, U.S. Army; 56th Evacuation Hospital; Purple Heart with Oak Leaf Cluster. Buried: Plot D Row 8 Grave 14

Andrea Gatti

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Seconda guerra
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