Kübelwagen Volkswagen, i mezzi della seconda guerra mondiale

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Kübelwagen sul fronte russo (foto Bundesarchiv)
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Kübelwagen (letteralmente auto-tinozza), un nome iconico per una delle auto militari più famose e utilizzate nella seconda guerra mondiale. Prodotta dalla Volkswagen, nacque con la sigla di Typ 82, e venne prodotta in oltre 55.000 esemplari. Semplice e affidabile operò con la Wehrmacht su tutti i fronti del conflitto e in ogni condizione di terreno e meteo. Oggi è una delle vetture più ambite dai collezionisti di mezzi militari, anche se il mezzo più diffuso, ora come allora rimane sempre la Jeep Willys.

La storia della Kübelwagen

Il progetto della Kübelwagen prende spunto da quello denominato KdF-Wagen, firmato dall’ingegner Ferdinand Porsche. Era il 1936; l’organizzazione nazionalsocialista Kraft durch Freude di Robert Ley aveva promosso una sorta di concorso di idee tra i progettisti tedeschi per sviluppare una vettura che fosse alla portata della maggior parte delle famiglie tedesche. Una vettura che costasse intorno ai mille marchi e realizzasse l’idea di una mobilità di massa per la Germania. Risposero all’appello Ferdinand Porsche e Jakob Werlin della Mercedes-Benz. Porsche vinse il progetto del primo e prima della fine del 1936 erano già stati presentati i prototipi del veicolo commerciale, il futuro Maggiolino.

La produzione ebbe inizio il 26 maggio 1938 vicino a Fallersleben, dove venne realizzata la fabbrica della Volkswagen; l’1 luglio 1938 accanto alla fabbrica nacque una nuova città chiamata Stadt des KdF-Wagens bei Fallersleben, più tardi chiamata Wolfsburg.

La Kübelwagen nella seconda guerra mondiale

Kübelwagen con ufficiali tedeschi (foto Bundesarchiv)

(foto Bundesarchiv)

All’inizio della seconda guerra mondiale la KdF-Wagen entrò in servizio con le truppe tedesche. Tre furono le versioni: la più diffusa era la Kübelwagen Typ 82, a seguire la typ 166 anfibia Schwimmwagen. In soli quattro esemplari venne prodotta nel 1940 la Typ 87 Kommandeurwagen. Fu l’auto con la quale il Generalfeldmarschall Erwin Rommel condusse parte della campagna d’Africa. Uno di questi mezzi è conservato al museo Porschemuseum Helmut Pfeifhofer a Gmünd in Kärnten.

Typ 87 Kommandeurwagen (foto Bundesarchiv)

La Typ 87 a quatro ruote motrici  (foto Bundesarchiv)

La produzione totale fino alla fine della guerra fu di 52.000 Kübelwagen e 14.000 Schwimmwagen. Delle 630 auto costruite per uso civile la maggior parte andarono alla Deutsches Afrikakorps, alla Luftwaffe, e alla forza di occupazione britannica a fine guerra. Il 15 luglio 1945 la Stadt des KdF-Wagens bei Fallersleben a Wolfsburg divenne rinominata Volkswagenwerk e, sotto il controllo britannico, iniziò la produzione della Volkswagen KdF-Wagen, con il nome commerciale di Käfer (maggiolino).

Hitler davanti al progetto del Maggiolino

Hitler davanti al progetto del Maggiolino

L’utilizzo bellico era già previsto sin dalla prima ipotesi progettuale (che aveva la sigla Typo 62). La denominazione Kübelwagen, arrivò con l’avvio della produzione per Wehrmacht dal 1940. Lo studio dell’utilizzo militare del Maggiolino fu ritardato dall’Heerswaffenamt (Ufficio armamenti dell’esercito), che puntava su mezzi a trazione integrale. Ma nel 1938, lo stesso l’HWA chiese a Porsche di aumentare l’altezza da terra della vettura, che nel  frattempo aveva già percorso diverse migliaia di chilometri su strada, guidata da piloti-collaudatori messi a disposizione dalle SS. Porsche inizialmente tentò di aumentare il diametro delle ruote, alla fine decise di rimuovere il cambio per inserire due scatole con riduttori a ingranaggi sui due semiassi posteriori lasciando però le ruote di 16. Nel 1940 Porsche fece studiare un prototipo a trazione integrale per incrementare le prestazioni fuori strada, ma il prototipo Typ 87, che diede risultati positivi, non venne mai prodotto in serie.

La tecnica della Kübelwagen

Kübelwagen con ufficiali tedeschi (foto Bundesarchiv)

(foto Bundesarchiv)

Il mezzo è un concentrato di semplicità e tecnologia, che per molti aspetti lo rendono ancora attuale. La carrozzeria a quattro porte, era costruita con lamiere di forma piana, in nessun punto a doppia curvatura per contenere i costi. Per limitare gli spessori delle lamiere, e ottenere un peso ridotto, si usarono rinforzi con nervature. Il motore boxer a benzina, 998 di cilindrata raffreddato ad aria, era lo stesso della Volkswagen commerciale; si dimostrò estremamente affidabile in tutte le condizioni operative. Fra l’altro il raffreddamento ad aria permetteva di operare anche nei climi più rigidi senza rischiare la gelata del liquido radiatore che metteva in crisi i veicoli con motori refrigerati ad acqua. Le sospensioni avevano caratteristiche molto buone per la marcia fuoristrada.

Kübelwagen in panne in Sicilia (foto Bundesarchiv)

Kübelwagen in panne in Sicilia (foto Bundesarchiv)

Essenziale il telaio: un tubo centrale che nella parte posteriore si biforcava per sostenere cambio e motore. L’assale anteriore era dato da un tubo d’acciaio che conteneva anche le barre di torsione. Le ruote erano a sospensioni indipendenti con barre di torsione per le ruote anteriori e ammortizzatori idraulici a doppia azione e molle per le ruote posteriori. Infine i freni erano a controllo tramite cavi, la frizione monodisco, e il serbatoio del carburante anteriore, sistemato davanti al cruscotto. La ruota di scorta era fissata sul cofano anteriore.

Kübelwagen con ufficiali tedeschi (foto Bundesarchiv)

(foto Bundesarchiv)

La mancanza della trazione sulle quattro ruote fu il limite principale del veicolo anche se, grazie a una buona distribuzione dei pesi, solo in condizioni estreme la Kübelwagen perdeva trazione.

La vettura di base non era equipaggiata con armi, anche se alcuni esemplari avevano in dotazione un supporto per mitragliatrice MG42.

La Kübelwagen dall’invasione della Polonia alla resa di Berlino

Le prime Kübelwagen Typ 62 parteciparono all’invasione della Polonia nel settembre ’39 e seguirono i destini bellici del Reich fino alla fine della guerra. Nel 1943 si decise un restyling. Venne equipaggiata con motore più generoso di cilindrata e cavalli (1113 cm3), arrivò la versione con carrozzeria chiusa, invece della copertura a mantice, (nota come Typ 92). La versione con scafo allungato di 6–8 cm, la Typ 86, fu il modello base più diffuso, con una produzione di 55.000 mezzi tra il 1940 e il 1944. Affidabilità e versatilità furono le doti principali della vettura. Il motore difficilmente aveva guasti, la manutenzione era semplice. Per la campagna d’Africa si apportarono delle modifiche alle ruote, che erano troppo strette per non sprofondare nella sabbia. Il tipo derivato era chiamato Deutsches Kamel (cammello tedesco), ma la definizione ufficiale era Tropenfest (modifica tropicale).

Kübelwagen sul fronte russo (foto Bundesarchiv)

Kübelwagen durante la campagna d’Africa (foto Bundesarchiv)

I tedeschi non riuscirono mai a unificare il loro parco veicoli militari. Quando invasero l’Unione Sovietica, nel 1941, il numero di veicoli ruotati differenti utilizzati si aggirava attorno ai 1500; nel parco auto c’erano anche mezzi di preda bellica francesi, cecoslovacchi o britannici. La situazione impediva una qualsiasi razionalizzazione della manutenzione e soprattutto della logistica delle parti di ricambio. Fin dagli anni trenta il Waffenamt, cioè l’ente che provvedeva all’approvvigionamento di armamenti per le forze armate tedesche, aveva spinto alla progettazione di veicoli come l’autocarro Opel Blitz e il Kübelwagen, eppure la dotazione del reich rimase sempre eterogenea. Oltre al modello standard fu prodotto, sulla stessa meccanica, lo Schwimmwagen, in cui la carrozzeria era stata resa stagna ed aumentata di volume, permettendo quindi al veicolo il movimento in acque calme.

La Kübelwagen fu una preda di guerra a sua volta molto ambita. Gli Stati Uniti nel teatro europeo catturarono e riutilizzarono centinaia di Kübelwagen, tanto che nel 1944 il War Departement (Ministero della guerra) pubblicò un manuale per la manutenzione di tali veicoli.

Schwimmwagen (foto Bundesarchiv)

(foto Bundesarchiv)

Il Kübelwagen, Schwimmwagen e la motocicletta BMW R75 nell’ambito delle forze armate tedesche avevano le stesse funzioni tattiche che aveva la jeep nell’ambito delle forze armate alleate e la Fiat 508 M e, in parte, la Moto Guzzi 500 “Alce” nel Regio Esercito. Se le moto erano avvantaggiate per versatilità e manovrabilità le auto avevano capacità di carico. La jeep era superiore ai veicoli tedeschi e italiani sia come velocità sia come capacità fuoristrada; la sua trazione totale le permetteva di gestire terreni sui quali gli altri tre veicoli dovevano essere portati fuori a mano dai relativi equipaggi. La Schwimmwagen, a trazione integrale (solo su due rapporti), oltre ai meriti tutto terreno aveva capacità anfibie complete, e quindi non aveva i limiti di guado di tutte le altre vetture in quanto galleggiante, e munita di elica supplementare intubata. Dal punto di vista degli armamenti, la Jeep era ancora vincente: più pesante degli altri mezzi poteva fornire una base di fuoco notevolmente più stabile e poteva essere armata con mitragliatrici di calibro 12,7, o addirittura come le jeep britanniche del Lrdg e Sas con due Vickers aeronautiche abbinate.

Colonna della libertà 2019 Fidenza Mantova Desenzano del Garda, Gotica Toscana, rievocazione, reenacting

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