La borraccia del soldato Jones dimenticata sulla Gotica

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La borraccia del soldato Jones era stata ‘dimenticata’ in un vecchio casolare sull’Appennino. Frammenti di storia continuano a emergere dal passo del Giogo. Ed è grazie al lavoro di ricostruzione dei volontari dell’Associazione Gotica Toscana, che da anni stanno mettendo le tessere del mosaico al loro posto. Reperti studiati con attenzione che poi finiscono nel museo dell’associazione che si trova a Ponzalla nel comune di Scarperia. Uno degli spicchi più verdi della Toscana, il Mugello, che 75 anni fa ha vissuto in prima persona gli orrori della guerra con l’assalto alla linea Gotica.

Non è cambiato molto rispetto a 80 anni fa su queste montagne a due passi da Firenze. Le case coloniche occupate da tedeschi e americani durante il passaggio della guerra sono rimaste abitate per pochi anni; subito dopo la guerra in molti dei contadini della zona sono andati in città inseguendo il boom economico. Quelle abitazioni sono rimaste lì, vuote, oppure occupate solo nei fine settimana.

«In queste case – ha detto Filippo Spadi di Gotica Toscana – era rimasto molto materiale militare degli eserciti in battaglia. Subito dopo la guerra era molta la paura di trovare ordigni o altri armamenti come bombe a mano, mine e munizioni, ma tenevano e riutilizzavano oggetti appartenuti ai soldati che diventavano ‘civili’ e di uso quotidiano: casse di legno, scatole di latta, bottiglie, baionette, elmetti».

Anche nei boschi non era difficile trovare altri materiali abbandonati; quello che non veniva riciclato o venduto a chi recuperava i metalli, restava nei casolari. Come la tazza da borraccia protagonista della nostra storia.

Robert Jones e la sua storia

«Non lontano dal Passo del Giogo – racconta ancora Filippo Spadi – dove ebbe luogo la battaglia di Monte Altuzzo, c’è la frazione di Rifredo. In questo borgo, dopo i combattimenti i soldati americani fecero una breve sosta. La storia comincia qualche anno fa, quando un mio amico ha acquistato una colonica proprio a Rifredo. In questa casa il tempo si era fermato agli anni’50. Quando il mio amico è entrato nell’abitazione, nella stalla e nelle cantine ha trovato molte casse di legno e cartone che contenevano razioni americane. Mi ha chiamato per recuperare questo materiale; ma all’interno c’erano molti altri oggetti di origine militare che non aveva visto, in particolare la tazza di corredo della borraccia protagonista della nostra storia».

Sulla tazza di alluminio c’erano delle incisioni: le lettere REJ insieme a lettere e numeri: CO. K 338, ossia Compagnia K del 338° reggimento di fanteria, parte della 85^ divisione, ossia la Custer Division. I soldati che avevano combattuto su Mounte Altuzzo. Tra le scritte anche Buffalo, città americana nello stato di New York.

Filippo Spadi gotica toscana borraccia Robert Jones

La borraccia di Robert Jones (foto Filippo Spadi)

«Non potendo identificare il soldato solo da quei graffiti – ha aggiunto Spadi – ci siamo rivolti a Justin Dombrowski, lo storico dell’85^ divisione e nipote di un veterano. Dopo aver esaminato gli archivi, ha scoperto che REJ erano le iniziali di Robert E. Jones, ASN 42025170. Dagli ulteriori studi, di Dombrowski al Dipartimento degli affari dei veterani degli Stati Uniti è emerso che Robert Edward Jones si arruolò l’8 ottobre 1943 a Buffalo e sopravvisse alla guerra: il congedo è del 31 dicembre 1945. Documenti successivi ci hanno rivelato che Robert Edward Jones sposò Rachael J. McAllister a Wellsville, New York, il 6 aprile 1947. Morì il 7 ottobre 1977 a Buffalo, New York, e fu sepolto nel cimitero di Woodlawn a Wellsville».

Le successive ricerche sono state fatte da un quotidiano locale negli Stati Uniti, il Wellsville Daily Reporter. Grazie alla collezione storica del giornale, nella biblioteca cittadina, i giornalisti hanno ritrovato il necrologio di Jones del 1977. Da esso sono state raccolte informazioni sulla sua famiglia che hanno rivelato i nomi dei suoi genitori, Thurber Signey Jones e Alta M. Spencer, e i nomi dei suoi figli. Un’informazione vecchia di 43 anni che ha permesso di risalire a una figlia: Deborah Button. La donna ha detto di non ricordare molto del servizio militare di suo padre, ma ha raccontato che dopo la guerra ha lavorato come camionista a Wellsville, principalmente consegnando mobili.

Nei registri militari del 338 ° è documentato che dopo la battaglia di Mounte Altuzzo il soldato Robert Edward Jones fu promosso al grado di Private first class e ricevette Good Conduct Medal e una Bronze Star.

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La borraccia di Robert Jones (foto Filippo Spadi)

La tazza con la foto di Robert Edward Jones sarà esposta al museo di Ponzalla, il set sarà allestito con un una foto del soldato fornita dalla figlia, che si è detta orgogliosa che in un museo sia esposto un pezzo di vita del padre.

La Custer Division

Il soldato Stefanski della compagnia K 338° reggimento, 85 divisione di fanteria Custer, maneggia una calibro 50 durante gli scontri sulla Gotica (foto Custermen.com)

Il soldato Stefanski della compagnia K 338° reggimento, 85 divisione di fanteria Custer, maneggia una calibro 50 durante gli scontri sulla Gotica (foto Custermen.com)

L’85^ divisione, di fanteria, intitolata a uno dei miti americani il General Custer, venne formata per la prima volta nel 1917 e prese parte alla prima guerra mondiale. Il 15 maggio 1942, cinque mesi dopo l’ingresso in guerra degli Usa l’85^ tornò in servizio attivo e cominciò l’addestramento a Camp Shelby, Mississippi, sotto il comando del maggiore generale Wade H. Haislip. Nell’aprile del 1943, la divisione partecipò all’addestramento militare su larga scala nelle manovre della Louisiana vicino a Leesville. Ad agosto, la divisione fu trasferita a Camp Coxcomb, in California, per l’addestramento alla guerra nel deserto. Le prove finali furono a Fort Dix, New Jersey, in vista del trasferimento in Europa. L’85a divisione di fanteria lasciò gli Stati Uniti il ​​24 dicembre 1943 e arrivò a Casablanca, in Marocco, il 2 gennaio 1944. Il primo reggimento ad avere il battesimo del fuoco in Italia fu il 339 ° RCT assegnato all’88^ divisione di fanteria schierato sul fronte Minturno-Castelforte a nord di Napoli, il 28 marzo. L’85a divisione, sotto II Corpo della Quinta Armata degli Stati Uniti guidata dal generale Mark W. Clark, fu impegnata in un’azione come unità, il 10 aprile 1944, a nord del fiume Garigliano, di fronte alla linea Gustav, e mantenne posizioni difensive per un mese. L’11 maggio lanciò il suo attacco, prendendo Solacciano, Castellonorato e Formia. Caduta Itri, l’85 ° ha continuato a pattugliare e intercettare tedeschi sulla penisola di Gaeta. Fu presa Terracina e fu aperta la strada per la spiaggia di Anzio. Successivamente gli uomini della Custer entrarono a Roma il 5 giugno 1944 e avanzarono a Viterbo prima di essere avvicendati il 10 giugno.

Dopo aver passato del tempo nelle retrovie e aver reintegrato i ranghi, la Custer tenne la difesa della linea sul fiume Arno dal 15 al 26 agosto. Successivamente sferrarono l’attacco alle difese montuose della Linea Gotica, sfondando proprio dopo la battaglia del monte Altuzzo e la presa della fortificazioni sul Giogo.  Dopo lo sfondamento della linea il 13 settembre, i soldati entrarono a Firenzuola il 21. L’85^ avanzò lentamente attraverso fango e pioggia contro forti resistenze prendendo La Martina e conquistando la strada della valle del fiume Idice il 2 ottobre e raggiungendo il monte Mezzano il 24 con vista sulla pianura padana. Dal 27 ottobre al 22 novembre 1944, furono tenute aree di difesa vicino a Pizzano. Il 23, la divisione fu rimpiazzata nuovamente per essere ricostituita. A fine marzo, la Custer, ora sotto il comando del IV Corpo Generale del maggiore generale Willis D. Crittenberger, fu spostata nuovamente in Toscana, stavolta per spingere attraverso Lucca e Pistoia nella pianura padana per fermare definitivamente l’attività nemica. Il fiume Panaro fu attraversato il 23 aprile e il Po il giorno successivo. La divisione radunò tedeschi in fuga fino alla loro resa di massa il 2 maggio 1945, nella zona di Belluno-Agordo. La fine della seconda guerra mondiale in Europa arrivò sei giorni dopo. Tre soldati dell’85a divisione di fanteria si sono guadagnati la medaglia d’onore.

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Seconda guerra
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