L’ultimo saluto a Loren Hintz, pilota Usa abbattuto nel 1945

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Cerimonia funebre ai cimitero Usa di Firenze per il pilota della ww2 Loren Hintz (foto Enrico Panichi)
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Dopo 74 anni ha finalmente trovato l’eterno riposo nella terra consacrata agli eroi. Toccante cerimonia funebre al cimitero Americano di Firenze per il pilota Loren E. Hintz , ufficiale appartenente al 79 Gruppo caccia dell’USAAF. Dopo la prima cerimonia funebre, tenutasi nell’immediato dopoguerra, altri suoi resti sono stati inumati nel corso di una commovente rito che si è tenuta alla presenza dei figli: Gretchen Marie Hintz Wronka, Lorenz Martin e una trentina tra nipoti, pronipoti e parent ed amici.

La cerimonia per Loren

Cerimonia funebre ai cimitero Usa di Firenze per il pilota della ww2 Loren Hintz (foto Enrico Panichi)

(foto Enrico Panichi)

Alla cerimonia hanno preso parte anche autorità militari americane (Base Honor Guard USAF) e il console Usa a Firenze Benjamin V.Wohlauer oltre che al direttore del cimitero di guerra dei Falciani, Angel Matos.Gli onori militari sono stati resi dal picchetto d’onore Usaf arrivato dalla base di Aviano e da un secondo picchetto d’onore con uniformi dell’epoca curato dall’associazione di rievocazione G.G.A.R.G. che ha presenziato in veste ufficiale.

Cerimonia funebre ai cimitero Usa di Firenze per il pilota della ww2 Loren Hintz (foto Enrico Panichi)

(foto Enrico Panichi)

La storia e il ritrovamento del tenente Hintz

Hintz fu abbattuto il 21 aprile 45 mentre volava in missione, ai comandi del suo fiammante P-47D Thunderbolt “Gow Job”. Voleva tornare a casa Loren, dalla figlia di un anno, Gretchen, e dalla moglie Gert, incinta di otto mesi. Fu abbattuto dalla contraerea vicino a Bologna, nella zona di Bagnarola di Budrio. Era una delle sue ultime missioni prima di tornare a casa. Chiudeva la formazione, venne abbattuto dal fuoco della contraerea mentre stava per completare la sua missione. Le autorità militari, intervenute poco tempo dopo l’abbattimento, sul luogo trovano pochi resti dell’ufficiale e la pistola d’ordinanza. L’identificazione dunque avviene grazie al numero di matricola dell’arma.

L’inizio delle ricerche di Loren Hintz

la piastrina di Loren Hintz ritrovata nello scavo del 2016

la piastrina di Loren Hintz ritrovata nello scavo del 2016

Cinquantacinque anni dopo la morte di Hintz, la figlia digitò “P-47” e una semplice domanda in un motore di ricerca su Internet: «Qualcuno ha servito con il tenente Hintz?». Fu l’inizio di un viaggio di oltre vent’anni che avrebbe portato i discendenti di Hintz nel punto in cui il suo aereo e le sue spoglie mortali oltre al piastrino di identificazione giacevano sepolti a più di cinque metri sotto terra. Hintz, un ragazzo di campagna dello Iowa che scrisse poesie, teneva un diario e si interessava alla danza dei nativi americani, amava essere pilota militare. Lo aveva raccontato alla sua famiglia prima di morire a 27 anni, abbattuto dai tedeschi. Un idealista e un sognatore come lo hanno definito i familiari. La moglie non si è mai risposata «Ci diceva che nessuno poteva misurarsi con lui» ha raccontato il figlio, Martin Hintz, 73 anni, contadino del Wisconsin nato due mesi dopo la morte di suo padre.

Il motore del P.47 di Loren Hintz ritrovato nello scavo del 2016

Il motore del P.47 di Loren Hintz ritrovato nello scavo del 2016

La vita e la morte di Hintz hanno incursiosito anche suo nipote, Hans Wronka. Un geologo Hans, ha studiato attentamente i rapporti e le mappe militari archiviati mentre cercava membri sopravvissuti dell’ex unità di Hintz.

Nel 2012, un pilota italiano di nome Piero Fabbri vide una delle domande su Internet di Hans Wronka e gli decise di inviare una mail. Fabbri, un ricercatore di aerei abbattuti in Italia durante la seconda guerra mondiale, scrisse di poter ipotizzare il luogo dello schianto del P-47 di Hintz. Aveva anche trovato un uomo del posto che, da ragazzo, aveva visto l’aereo scendere e la fattoria bruciare il 21 aprile 1945.

Ma è nel 2016 che lo scavo è diventato realtà, grazie anche all’associazione Archeologi dell’aria. Il georadar ha confermato che sotto terra c’era qualcosa di grande e metallico. Tre generazioni della famiglia Hintz hanno viaggiato  fino in Italia per gli scavi. L’emozione della folla fu palpabile, quando venne ritrovato il motore del P-47 che sapeva ancora d’olio. Tra quelle persone anche Aristodemo Chiesa, che all’epoca del fatto era un bambino che ebbe la ventura di vedere coi propri occhi l’abbattimento di Hintz e la conseguente morte del proprio nonno, trovandosi, poi, a guidare a distanza di decenni, le squadre degli Archeologi dell’Aria (AdA) e di un gruppo di appassionati piloti che frequentano l’aviosuperficie “Reno Air Club” di Argelato, verso il punto esatto dove 71 anni prima era precipitato il Thunderbolt, mai più recuperato.

Durante gli scavi sono usciti pezzi inconfondibili dell’aereo: una pompa idraulica, la canna di una delle mitragliatrici di bordo, i resti del motore e, tra la meraviglia di tutti, le piastrine del tenente Hintz. Un archeologo dell’Associazione le porse delicatamente tra le mani della figlia. «È stato un momento sacro. Come un ultimo tocco di carne umana», ha detto la figlia.

La cerimonia di commemorazione del novembre 2019 ha chiuso il cerchio. Nessuno dimenticherà Loren, il pilota sepolto due volte.

Cerimonia funebre ai cimitero Usa di Firenze per il pilota della ww2 Loren Hintz (foto Enrico Panichi)

Un momento della Cerimonia funebre ai cimitero Usa di Firenze (foto Enrico Panichi)

Cerimonia funebre ai cimitero Usa di Firenze per il pilota della ww2 Loren Hintz (foto Enrico Panichi)

I familiari di Loren Hintz (foto Enrico Panichi)

Cerimonia funebre ai cimitero Usa di Firenze per il pilota della ww2 Loren Hintz (foto Enrico Panichi)

I resti mortali del pilota Usa accanto alla ‘old glory’ con la piegatura rituale per la consegna (foto Enrico Panichi)

Cerimonia funebre ai cimitero Usa di Firenze per il pilota della ww2 Loren Hintz (foto Enrico Panichi)

Il picchetto d’onore (foto Enrico Panichi)

Il picchetto del GGarg ai falciani (foto Enrico Panichi)

Il picchetto del GGarg ai falciani (foto Enrico Panichi)

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Seconda guerra
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