Cimeli nazisti all’asta: c’è anche il cilindro di Hitler

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Il cappello a cilindro di Hitler
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Il cappello a cilindro di Hitler, il vestito di Eva Braun, documenti autografi di Göring, Goebbels, Rommel e Ribbentrop. Cimeli nazisti all’asta a Monaco il prossimo 2o novembre 2019. La organizza la casa d’ste bavarese Hermann Historica. Un evento che ha sollevato molte polemiche proprio per gli oggetti che saranno posti all’attenzione del pubblico.

In tutto sono 147 i pezzi banditi, tutti appartenuti a gerarchi nazisti. Ci sono abiti appartenuti a Eva Braun, pezzi di un servizio in porcellana appartenuti a Magda Goebbels, la copia originale di un trattato autografo con l’Italia: ci sono le firme di Hitler e del Re Vittorio Emanuele III. Un trattato macabro (del 1937) sulla possibilità di rimpatriare i cadaveri, pensando a quello che sarebbe successo due anni dopo con l’arrivo della seconda guerra mondiale. All’asta anche la copia del contratto d’affitto della casa di Hitler in Baviera più altri oggetti d’uso quotidiano come posate, piatti e caraffe che arrivano dalle dimore del cancelliere del Reich.

All’asta, ma un’altra analoga sarà battuta il 24 novembre, ci sono anche atti con firme autografe dei vari gerarchi nazisti, occhiali da sole distribuiti dagli americani ai prigionieri durante processo di Norimberga, una lettera di ringraziamento con firma a inchiostro di Heidrich. Sempre dal processo di Norimberga, ci sono le prese d’atto dell’autentica delle firme di Ribbentrop e Arthurt Seyss-Inquart, il cancelliere austriaco che aprì le porte all’Anschluss e successivamente divenne anche Reichkommissar dei Paesi Bassi, condannato a morte come criminale di guerra alla pari con gli altri gerarchi nazisti di primo piano.

A completare il quadro, un vasto catalogo di reperti delle waffen SS, tutti catalogati: gagliardetti, divise, e altri oggetti d’uso. Perfino giochi, come i due figurini di SS italiane, con le uniformi dell’epoca.

Le comunità ebraiche: pericolo apologia

Storia o feticismo? Sicuramente si tratta di oggetti che starebbero bene in un museo. A disposizione della collettività con spiegazioni e contributi alla memoria di quell’epoca buia. Ma ci sono anche tante collezioni private, aperte alle visite del pubblico che svolgono un’analoga funzione didattica. In molti casi dobbiamo proprio a dei privati la salvaguardia di ricordi e pezzi di storia della seconda guerra mondiale che altrimenti sarebbero perduti per sempre.

Per l’European Jewish Association e per molte comunità ebraiche in tutto il mondo l’asta bandita in Baviera rappresenta un errore perché questi oggetti potrebbero alimentare il filone del nostalgismo e dell’apologia. La casa d’aste ha ribadito per contro che questo genere di audizioni vengono frequentate da collezionisti che si avvicinano a questi reperti per puro interesse storico.

 

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