Coltello della Hitlerjugend, le armi della seconda guerra mondiale

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Hitlerjugend fahrtenmesser, il coltello della gioventù hitleriana. Coltello non pugnale (che ha una punta atta a penetrare e la doppia affilatura), il coltello della Hitler Jugend era nato come compendio all’uniforme dei giovani che subivano l’indottrinamento nazionalsocialista. Quegli stessi giovani appena adolescenti che furono chiamati da Hitler a combattere già in Normandia, poi attraverso i vari campi di battaglia fino all’ultima disperata difesa di Berlino.

Soldati bambino che portarono con sé in guerra il loro coltello usandolo come arma invece che in parata. Ritenendo che l’incisione sulla lama del motto della gioventù hitleriana “Bluth und here” rappresentasse certamente quei valori patri per i quali era giusto combattere e morire. Poveri ragazzi vittime della guerra, che lasciarono a terra con la loro vita quei coltelli, che diventarono trofeo di guerra dei soldati alleati in avanzata nel cuore dell’Europa.

Diventarono armi gli Hitlerjugend fahrtenmesser capaci di evocare il delirio di un regime arrivato in ultimo a sacrificare il futuro della nazione pur di non arrendersi all’evidenza della sconfitta. Questi coltelli, che i giovani tenevano al fianco anche come compendio dell’uniforme militare, furono un’ambita preda di guerra,

Abbiamo analizzato diverse tipologie di questa arma da taglio, pezzo da collezione molto diffuso ma anche e soprattutto riprodotto.

Il simbolo della HJ a forma di rombo bianco e rosso con la svastica centrale, veniva fissato prima di montare l’impugnatura, su un lato della lama il marchio del fabbricante, sull’altro il motto ‘Bluth und here’ inciso con la calligrafia di Baldur Von Shirach, capo indiscusso della Hitler Jugend dal’33 fino alla fine della guerra. La scritta fu realizzata fino al 1938, ma spesso è stata tolta volontariamente o meno dopo anni di affilature. Gli esemplari della nostra gallery sono nella disponibilità di Vincenzo Di Domenico Di Biancavilla che ci ha permesso di fotografarli. Si tratta di due diversi esemplari. Uno che riporta sulla lama il logo del produttore RZM 188/37 inscritta nel doppio cerchio. L’atra che invece ha Antoin Wingen Jr Solingen. Tra i produttori di lame anche J.A.Henckels “Zwillingswerk” che si riferisce al logo del fabbricante riprodotto con due gemelli stilizzati.

Le lame di Solingen

Alla fine della Prima Guerra Mondiale gli industriali di Solingen subirono una grave crisi per la perdita di ordini militari; nel 1933 accolsero con favore la nascita del Terzo Reich che prometteva di far crescere i loro affari come mai in precedenza. Essi convinsero Hitler che per esaltare completare gli equipaggiamenti delle milizie del regime, fosse indispensabile avere daghe da parata queste dovessero essere equipaggiate con lame da parata che naturalmente sarebbero state prodotte nelle loro fabbriche. E così fu: modelli specifici di daga da parata vennero concepiti per tutte le formazioni paramilitari, politiche o civili. I primi furono proprio i ragazzi della Hitler Jugend. Durante gli anni’20 erano attivi numerosi gruppi di boy-scouts sotto gli auspici del Comitato Nazionale per la Gioventù Tedesca e i loro membri portavano abitualmente coltelli da lavoro o viaggio di fogge diverse.

Nel 1928 Hitler stabilì che tutti i giovani aderenti alla Hitler Jugend dovevano portare un coltello con un simbolo identificativo, senza precisarne le caratteristiche. Così, per cinque anni, i fabbricanti di Solingen furono liberi di creare modelli a loro fantasia (nei primissimi esemplari anche il logo sull’impugnatura poteva presentare qualche differenza). Nel febbraio 1933, Baldur Von Schirach, stabilì le caratteristiche del nuovo coltello che doveva portare inciso sulla lama il motto “Blut und Ehre” a imitazione della sua calligrafia (usanza che come abbiamo detto cessò nel 1938

Dopo la guerra il Hitlerjugend fahrtenmesser continuò a esistere come coltello per gli scout tedeschi. Nel rombo invece della svastica un giglio rosso per scout e rovers, il trifoglio verde per guide e scolte. E’ esattamente uguale all’altro ma non ha più i segni della nazificazione.

Le radici del nazismo: la gioventù hitleriana

La Gioventù hitleriana (Hitler-Jugend) fu fondata dal Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi nel 1926 per accogliere i giovani, a partire dai 10 anni, e prepararli a servire nelle forze armate e divenire «buoni cittadini», attraverso un sistema di addestramento militare e paramilitare. Con lo scoppio della II Guerra Mondiale ebbe una veste più paramilitare, a presidio di innumerevoli città tedesche assieme alle truppe regolari. Aiutava la popolazione durante i bombardamenti alleati e prestò servizio presso le Poste del Reich, nel ferrovie nazionali e in molti uffici pubblici.

Con l’avvicinarsi della sconfitta e l’aumentare delle perdite nell’esercito tedesco, la Gioventù hitleriana divenne parte integrale della Riserva militare tedesca. Nel 1944 circa 20.000 ragazzi della Gioventù presero parte alla Battaglia di Normandia, integrati presso la 12° Panzer-Division Hitlerjugend.

Dopo la fine della guerra Baldur Von Schirach venne processato a Norimberga. Denunciò il disegno di Hitler (insieme ad Albert Speer e Hans Frank). E disse di non essere a conoscenza della soluzione finale e presentò alcune prove a discarico che mostravano come egli si fosse opposto, presentando un memorandum a Martin Bormann, all’inumano trattamento degli ebrei. Schirach venne riconosciuto colpevole di “crimini contro l’umanità” e condannato a vent’anni di carcere da scontare nel carcere di Spandau. Venne rilasciato il 30 settembre 1966 e si ritirò senza clamore nel sud della Germania dove pubblicò nel 1967 le proprie memorie dal titolo Ich glaubte an Hitler (Ho creduto in Hitler).

Quel coltello che volle disegnare per i giovani del Reich rappresenta ancora uno dei simboli negativi più evocativi in tutto il mondo proprio per il significato che porta con sé: l’indottrinamento cieco dei giovani di una nazione con l’obiettivo di votarli all’ultimo sacrificio.

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Sistemi d'arma
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