Artificieri dell’Esercito al lavoro in Libano

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Artificieri italiani al lavoro in Libano Eod squad
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Artificieri dell’Esercito al lavoro in Libano per la missione Unifil. A seguito di alcune esplosioni controllate avvenute, nelle ultime due settimane, lungo la Blue Line nella zona di responsabilità della task force di manovra ghanese, la Joint Task Force Lebanon ha impiegato dei team  italo-croati Mine Detection Dog – Explosive Detection Dog ed Explosive Ordnance Disposal – Improvised Explosive Device Disposal per controllare le aree dei crateri causati dalle esplosioni.

Impiegati anche i team K9

Artificieri italiani al lavoro in Libano Eod squad

(foto Stato Maggiore della Difesa)

Intervenuti in una cornice di sicurezza, i team con i cani cercamine (MDD) e con i cani antiesplosivo (EDD), congiuntamente agli assetti croati EOD-IEDD, hanno valutato l’impatto delle detonazioni e della sicurezza delle aree che insistono negli abitati di Ramyah e Ayta Ash Sha’b; verificato lo stato della zona, in termini di eventuali danni causati dall’esplosione; controllato la possibile presenza di Unexploded Ordnance (UXO) e mine.

L’attività si è resa necessaria poichè gli ordigni esplosivi posati lungo la Blue Line negli anni ’80, già soggetti all’azione di fattori naturali, come erosioni, intemperie e smottamenti, potrebbero avere subito, verosimilmente a seguito delle esplosioni, uno spostamento rispetto al documento di registrazione, consegnato dagli israeliani al Comando della Missione per agevolarne il ritrovamento nelle operazioni di bonifica.

Artificieri italiani al lavoro in Libano Eod squad

(foto Stato Maggiore della Difesa)

L’immediato intervento dei team italo-croati, insieme al technical team di UNIFIL intervenuto anche per valutare un’eventuale violazione della Risoluzione 1701/2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha contribuito ad assicurare la pronta risposta del Settore Ovest in supporto alla popolazione locale e sta favorendo una rapida normalizzazione della situazione contingente nelle aree interessate.

A riguardo, il Generale di Brigata Diodato Abagnara, Comandante della Joint Task Force Lebanon ha espresso, in un incontro con le Autorità locali coinvolte, la sua personale vicinanza e quella di tutto il Sector West alla popolazione locale e ha garantito il costante supporto necessario in termini di impiego degli assetti specialistici alle dipendenze, in stretto coordinamento con le LAF.

L’intervento dell’Idf

Artificieri italiani al lavoro in Libano Eod squad

(foto Stato Maggiore della Difesa)

Dal 4 dicembre 2018 le Israel Defense Forces (IDF) hanno avviato l’operazione Northern Shield lungo la linea armistiziale denominata Blue Line. L’intervento israeliano, condotta sul proprio territorio e considerato un’attività di engineer works, è finalizzata alla chiusura o eventuale distruzione di tunnel sotterranei che permetterebbero l’accesso dal Libano nel territorio di Israele. L’attività fa seguito all’operazione Southern Shield, operazione condotta al confine con la Striscia di Gaza con il medesimo scopo.

Al fine di monitorare gli sviluppi delle attività di IDF e contestualmente alle possibili attività delle Lebanese Armed Forces (LAF) lungo la BL, la Joint Task Force Lebanon (JTF-L) del Settore Ovest, su indicazione del Comando della Missione UNIFIL, ha dato mandato alle unità dipendenti (ITALBATT, GHANBATT e IRISHBATT) di riportare eventuali attività straordinarie sia delle IDF sui lavori di engineer works rafforzati (come ad es. lavori di trivellazione del territorio) sia delle LAF, con lo scopo di consolidare il ruolo di interposizione imparziale tra le parti.

Artificieri italiani al lavoro in Libano Eod squad

(foto Stato Maggiore della Difesa)

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Missioni internazionali
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