Trident Juncture 2018, ci sono i militari italiani

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Trident Juncture 2018, anche i militari italiani prendono parte all’imponente esercitazione Nato. A partecipare, quattro ufficiali e un sottufficiale della Marina, un ufficiale dell’esercito e uno dell’Aeronautica. Il piccolo contingente è stato impiegato in ruoli direttivi nell’ambito dello staff del CTF 1106 ed è stato imbarcato sulla USS Mount Whitney il 12 ottobre a Lisbona.

Nella fase iniziale dell’esercitazione in cui i vari assetti partecipanti hanno raggiunto l’area di operazione lo staff ha diretto attività seriali a difficoltà crescente per amalgamare le forze assegnate e renderle pronte alla fase finale dell’esercitazione, ovvero la LIVEX, una vera e propria simulazione di un conflitto su mare, terra e aria.

La Trident Juncture 2018 ha rappresentato un importante banco di prova per l’Alleanza Atlantica che, dopo un quarto di secolo, è tornata ad addestrare le proprie forze in scenari non permissivi e multi-minaccia caratterizzati altresì da condizioni meteo-climatiche particolarmente impegnative.
Le cifre che descrivono l’esercitazione sono di assoluto spessore:

  • 31 paesi partecipanti (29 NATO + Svezia e Finlandia);
  • 52000 uomini;
  • 65 Unita’ Navali;
  • 250 aeromobili;
  • oltre 10000 veicoli terrestri.

Le ultime esercitazioni di questa portata risalgono ai primi anni novanta, quando la NATO conduceva annualmente le esercitazione della serie Display Determination, Distant Hammer o Dragon Hammer in uno scenario geopolitico del tutto diverso.

Tra le varie attività in esercitazione, i militari hanno simulato anche l’intervento in forme di guerra ibrida e sotto minaccia cibernetica.

Inoltre, il Carrier Strike Group 8 della Marina degli Stati Uniti (incentrato sul Gruppo da Battaglia della USS H.S. Truman) e i Marines del Marine Expeditionary Force II sono stati posti sotto il controllo operativo di un Comando NATO. STRIKFORNATO, quindi, con una forza totale di oltre 17000 militari e 20 navi ha effettuato uno sbarco anfibio sulle coste norvegesi dando il via ad un evento tattico reso noto dai media come “la battaglia di Oppdal”.
In tale contesto, lo stesso Strike Group ha operato all’interno del Circolo Polare Artico, tornando a condurre operazioni di volo in condizioni climaticamente estreme, per la prima volta dopo 28 anni.

(fonte: Marina Militare – immagini della Gallery: Marina Militare, Us Navy, National Defence Canadian Armed Forces)

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Missioni internazionali
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