Missione a Kirov, altri caduti italiani identificati e ritrovati

2 months fa scritto da
Ritirata di russia (foto Wikipedia)
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Il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti, attraverso numerosi e continui scambi di informazioni con i Memoriali Militari russi, ha continuato a mantenere un’attenta vigilanza sui lavori di ricerca, localizzazione ed esumazione dei resti dei prigionieri di guerra presenti nella sepoltura collettiva di Shikhovo.

Lo scavo dei resti dei caduti italiani a Kirov in Russia (foto ministero della Difesa)

(foto ministero della Difesa)

La sepoltura collettiva, situata nei pressi della linea ferroviaria utilizzata per il trasferimento dei prigionieri di guerra destinati ai campi di prigionia nel nord della Russia, è costituita da varie fosse comuni contigue, distanti tra loro pochi metri. Durante la sosta dei treni i corpi dei militari, deceduti durante il viaggio, venivano abbandonati a ridosso dei binari e la popolazione locale provvedeva spontaneamente a dare loro rapida e pietosa sepoltura.

Lo scavo dei resti dei caduti italiani a Kirov in Russia (foto ministero della Difesa)

Brandelli di uniforme italiana ritrovati nelle fosse comuni di Kirov (foto ministero della Difesa)

Dopo una prima campagna Lo scorso 29 luglio, dopo oltre un anno di attività (logicamente interrotta durante i mesi invernali) si sono conclusi i rinvenimenti dei resti mineralizzati dei Caduti. I lavori sono stati organizzati e svolti, su delega delle autorità locali di Kirov, dalla Volksbund Deutsche Kriegsgraberfursorge (VDK), con l’impiego di proprio personale specializzato ed esperto, prevedendo anche il contributo del personale delle competenti organizzazioni delle nazioni interessate, tra le quali il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti.

I volontari di Gotica Toscana al lavoro

Lo scavo dei resti dei caduti italiani a Kirov in Russia (foto ministero della Difesa)

Lo scavo dei resti dei caduti italiani a Kirov in Russia (foto ministero della Difesa)

All’attività hanno partecipato, in sostegno ai volontari russi e tedeschi, anche giovani volontari provenienti dall’Italia ed appartenenti al gruppo associazioni NAPV di cui è capofila Gotica Toscana.
Sono stati recuperati circa 1600 Caduti, nella maggior parte dei casi senza concreta possibilità di individuare la loro nazionalità.
Si evidenzia che sono ancora in atto le procedure di verifica e di verbalizzazione, a cura della VDK, di tutta l’attività di ricerca e di ritrovamento. Solamente al termine di tale processo sarà possibile definire con certezza il numero totale dei Caduti recuperati.
Dagli elementi già acquisiti, ma ancora da ufficializzare, con buona probabilità sarà possibile giungere all’identificazione dei resti mineralizzati di alcuni Caduti italiani, sia “ignoti” (il numero è da definire con certezza, tra i 7 ed i 10) ma anche 2 “noti”.
Infatti grazie al rinvenimento dei capi di vestiario e di brandelli di uniformi di foggia italiana (come ad esempio stivali o scarponi da combattimento, che meglio hanno resistito all’azione disgregatrice del tempo), dei segni distintivi dei Reparti di appartenenza o di oggetti personali di fattura italiana reperiti a ridosso dei resti, è stato possibile individuare la nazionalità italiana dei Caduti rinvenuti. Per due di essi è stato anche possibile ricollegare la piastrina identificativa personale ai resti mineralizzati, permettendo il loro certo riconoscimento.

Rintracciate le famiglie dei caduti

Lo scavo dei resti dei caduti italiani a Kirov in Russia (foto ministero della Difesa)

Uno dei piastrini ritrovati a Kirov (foto ministero della Difesa)

Le famiglie di origine dei due militari italiani sono state rintracciate ed è stata loro anticipata la notizia del “probabile” ritrovamento del congiunto, partito per la Russia e mai più tornato. Solamente quando giungeranno dalla Russia i verbali di esumazione il Commissariato Generale procederà all’invio delle formali comunicazioni ai familiari.

Tutti i Caduti italiani saranno rimpatriati e tumulati nel Sacrario Militare di Cargnacco (UD), o saranno resi alle famiglie se ne sarà fatta richiesta.

Gli altri Caduti, per i quali non è stato possibile identificare la nazione di appartenenza, presumibilmente anche italiani, sono stati tumulati in modo definitivo in Russia nel cimitero dedicato ai prigionieri di guerra localizzato nel paese di Falyonki (distante circa 50 km da Shikhovo).

Lo scavo dei resti dei caduti italiani a Kirov in Russia (foto ministero della Difesa)

La cerimonia per ricordare i caduti (foto ministero della Difesa)

Una semplice cerimonia per dare inizio alla tumulazione definitiva dei Caduti recuperati (simbolica in quanto sono stati tumulati solamente 10 Caduti ignoti), organizzata dalle Autorità russe, ha avuto luogo il giorno 7 agosto. Il Commissariato Generale ha inviato a Kirov il Capitano di Vascello Raffaele Cerretini, per seguire le fasi della verbalizzazione dell’attività e partecipare alla cerimonia.

Sarà cura del Commissariato Generale, non appena rimpatriati i Caduti italiani, comunicare la data di svolgimento della cerimonia di tumulazione definitiva dei Caduti italiani presso il Sacrario Militare di Cargnacco, con la contestuale resa degli Onori Solenni.

(foto ministero della Difesa)

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Seconda guerra
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