Con ‘Dottor Willys’ alla scoperta delle jeep della seconda guerra mondiale

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Il dottor Willys le cura con amore, fino a quando non le riporta in vita. Sandro Bertini ha preso la passionaccia fin da ragazzo, seguendo a sua volta la stessa passione del padre. Anche lui ‘si sporca le mani’, segue il mezzo dalla ruggine al ritorno su strada.

Sandro è  uno dei principali esperti in Italia nel restauro di mezzi militari, Il dottor Willys, riceve in ambulatorio, e ti fa fare un viaggio entusiasmante nel passato. E’ facile incontrarlo alle rievocazioni o in tutti i luoghi dove si trovano questi mezzi carichi di storia.

Armymag con Sandro Bertini alla scoperta delle Willys

Come Armymag.it abbiamo deciso di coinvolgerlo nella nostra sezione di storia, e di lavorare insieme per dare vita a uno spazio nel nostro magazine che si occupi della divulgazione storica dei mezzi militari. Con lui studieremo dettagli, particolari del restauro, dell’uso e della manutenzione di questi gloriosi veicoli.
Sandro, per noi il ‘dottor Willys’, esperto incontrastato di livello nazionale, porterà la sua esperienza sul nostro magazine per raccontare segreti ed esperienze maturate nel recupero di Willys, Dodge, e altri veicoli storici. Tutte le attenzioni da avere se si decide di acquistare una jeep e usarla; i mezzi particolari, i più rari, la modalità restauro o quella recupero da scegliere quando ci si imbatte in un’arzilla vecchietta da riportare a nuova vita.

La Willys ritrovata, immagini del recupero

Ha scelto di presentarsi con uno dei suoi progetti più interessanti, che apre di fatto una nuova frontiera in materia: non più il restauro ma il ‘recupero’. Un recupero storico del mezzo, delle sue parti esterne ovviamente perché la meccanica è ovviamente perfettamente efficiente e la messa a punto è stata fatta con parti originali dell’epoca (pneumatici inclusi).
“Durante la prima operazione di pulizia – racconta Sandro – dopo aver tolto lo sporco con l’idropulitrice, abbiamo notato che diversi segni stavano affiorando. Insegne per l’esattezza, a testimoniare che la Willys, ritrovata nella zona del Chianti fiorentino, era stata data in dotazione alle truppe neozelandesi”. Lo testimonia la foglia di felce al centro del parabrezza, e i simboli rossi e blu con il numero del reparto, sistemati a destra e sinistra sempre sulla carrozzeria sottostante il parabrezza. Il mezzo deve aver preso servizio nel nordafrica, come testimoniato dalla traduzione in arabo dei numeri seriali della vettura, dipinta con il classico mimetismo britannico ‘Mickey Mouse’.
Arrivata in Italia e dopo la campagna di liberazione dell’area fiorentina, la Jeep deve essere passata di mano, visto che sopra il cofano motore ci sono le insegne della Raf.
“Abbiamo riscoperto piano piano tutti i vecchi loghi – ha detto Bertini – e altre scritte stanno uscendo man mano che prosegue il recupero. Una via innovativa per la rimessa in strada di questi mezzi, che porta a riscoprirne i segreti. Magari non saranno fiammanti, ma la patina d’epoca insieme alla scoperta dei reparti presso i quali questo mezzo ha servito, rappresenta a mio avviso una via innovativa di concepire e apprezzare questi veicoli ed essere rispettosi della storia che si portano dietro”.
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