Raduno nazionale Anarti, l’ammainabandiera

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Conclusione raduno nazionale Anarti
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L’ammainabandiera di domenica pomeriggio ha chiuso il XXX Raduno Nazionale degli Artiglieri d’Italia, caduto in concomitanza con il centenario della Battaglia del Solstizio, la cui memoria è stata solennemente rievocata in questi quattro giorni di eventi fra Montebelluna e i comuni limitrofi, già teatro di aspri fatti d’armi durante la Grande Guerra; in ottica della memoria dei Caduti e di omaggio al loro sacrifico per la Patria, per il Raduno è stato scelto il motto «Con il sacrificio nella gloria, con la storia nella vita». Queste parole hanno idealmente accompagnate tutte le cerimonie che si sono tenute nei vari Sacrari e Cimiteri militari, italiani e stranieri, lungo il Piave, fino alla cerimonia militare tenutasi allo Stadio Comunale di Montebelluna, cui hanno preso parte oltre quindicimila Artiglieri, distribuiti in circa 280 sezioni da tutta Italia. Una particolare menzione va alla Sezione A.N.Art.I. di Melbourne, con gli Artiglieri Epifanio Naselli e Nino Aloia, che con la loro presenza hanno voluto dimostrare il loro attaccamento all’Italia. Oltre a celebrare come di consueto il cameratismo fra Artiglieri di ogni grado, in servizio e a riposo, e valori quali l’amor di Patria e lo spirito di sacrificio, il XXX Raduno Nazionale è stato dedicato alle gesta compiute dall’Esercito Italiano nel corso della II Battaglia del Piave del giugno 1918, dalla quale uscì vincitore e poté dar avvio all’offensiva che lo portò alla vittoria del 4 novembre successivo.

A conferire alla manifestazione un carattere internazionale, la presenza della Féderation National d’Artillerie dalla Francia, della Royal Artillery Association dalla Gran Bretagna, del Freundeskreis der Artillerietruppe dalla Germania, dalla Compagnia degli Artiglieria della Guardia di Rocca da San Marino, dalla Società Svizzera degli Ufficiali di Artiglieria, nonché da una rappresentanza della Österreichisches Schwarzes Kreuz austriaca, che si occupa delle onoranze ai Caduti. La loro presenza è motivata dalla fratellanza di popoli un tempo nemici, adesso uniti nella comune missione di costruire e mantenere la pace in Europa e nel mondo.

Ognuna delle Sezioni era presente con il suo labaro, schierato sul terreno accanto alla Bandiera di Guerra dell’Arma Artiglieria, alle Bandiere dei quindici Reggimenti d’Artiglieria ancora in essere, e al Medagliere dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia. A rendere gli onori militari, una batteria del V Reggimento Artiglieria “Superga”, di stanza a Portogruaro, e una batteria del III Reggimento Artiglieria da Montagna “Tolmezzo”, assieme alla Banda del Comando Artiglieria Contraerea di Sabaudia.

Molte le Autorità Militari presenti, oltre al Generale Farina, il Decano dell’Arma Artiglieria, Generale di C.A. Paolo Ruggero. Fra le autorità civili, l’assessore regionale Federico Caner, in rappresentanza del Governatore Zaia, il  Prefetto   di Treviso   Dottoressa Laura   Lega, i sindaci dei Comuni sul Piave, con i loro Gonfaloni, fra cui quelli di Treviso, Verona e Vittorio Veneto decorati di Medaglia d’Oro.

Il sindaco di Montebelluna Marzio Favero, ha ricordato il sacrifico di Montebelluna, distrutta dalle granate austriache nella Grande Guerra, e il ruolo determinante che l’Artiglieria ebbe nella II Battaglia del Piave. Il Generale Rocco Viglietta, presidente Nazionale A.N.Art.I., ha data lettura del messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale ha inviato il suo caloroso saluto a tutti gli Artiglieri, rivolgendo anche un commosso pensiero ai Caduti. Il Generale Viglietta ha anch’egli inviato un saluto agli Artiglieri giunti da ogni parte d’Italia, e rivolto un ringraziamento alle autorità civili, in particolare al Sindaco di Montebelluna Marzio Favero per la collaborazione all’organizzazione del Raduno. Da parte sua, il Capo di Stato Maggiore, Generale C.A. Salvatore Farina, ha espresso riconoscenza nei confronti dei Sindaci convenuti che, con la loro presenza, testimoniano la vicinanza delle Istituzioni e della popolazione civile alle Forze Armate. Nel corso della cerimonia, ha anche consegnato il Diploma d’onore dell’A.N.Art.I. (con medaglia alla N.D. Isa Grasselli Valentini, nipote del MOVM Sottotenente Mario FLORES del 3° reggimento artiglieria di Corpo d’Armata, caduto a Cremona, il 9 settembre 1943.

Il Raduno ha coinvolto la città e il territorio con le cerimonie in memoria dei Caduti, la mostra sulla Grande Guerra presso l’ex Tribunale di Montebelluna, la conferenza sulla Battaglia del Solstizio tenuta dal Generale Vero Fazio, e infine attraverso i lavoro svolti da una quinta classe della Scuola Elementare Pietro Bartolini, che ha visto gli alunni immedesimarsi nella realtà della Grande Guerra, scrivendo immaginarie lettere dal

fronte della Grande Guerra, calate però nella realtà storica. Un modo per tenere viva nelle giovani generazioni la memoria di eventi lontani – ma sui quali si è compiuta l’Unità del Paese -, nonché del sacrifico compiuto per la Patria da migliaia di giovani uomini, cui deve andare ancora oggi il rispetto d la gratitudine del popolo italiano, onorando le loro figure rinnovando ogni giorno l’impegno per una convivenza pacifica fra popoli, affinché mai più si ripetano tali tragedie.

(fonte: Ufficio Stampa Anarti)

 

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