La rotta dell’Armir: il gelo, la strada, la memoria

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Hanno ripercorso a piedi il cammino della ritirata dell’Armir in Russia. Quel viaggio è diventato una mostra con alto carico di emozioni

Il curatore della mostra è Stefano Lupi, nipote del tenente Enrico Magnanensi, fiorentino, in forza alla divisione di fanteria Pasubio. Il tenente era partito per il fronte che sua moglie era in attesa di una bimba. Non conobbe mai la sua Maria Grazia, perché venne preso prigioniero dall’armata rossa e morì il morì il 17 gennaio 1943 nel campo 62 di Nekrilovo. In quello stesso campo perirono altri 1.111 soldati italiani rimasti nella sacca sul Don.

Il corpo del tenente Magnanensi non è mai tornato a Baita. La sua storia è stata tramandata dalla moglie alla figlia, dalla figlia al nipote, Stefano Lupi. Che è cresciuto con quei racconti, con il dolore  di non aver mai conosciuto il nonno, di non averci mai giocato, o di essergli stato accanto.

Al ritorno dal viaggio, Stefano ha raccolto le idee, le emozioni e ha allestito una mostra. Nella sua prima esposizione, a Milano, tanti sono stati i visitatori. Ma il sogno del nipote del tenente Magnanensi, sarebbe quello di avere un luogo a Firenze in grado di ospitare la sua mostra, in modo da ricordare il nonno nella sua città natale.

Armymag, su concessione di Stefano Lupi, ha intanto allestito la mostra in maniera virtuale. Accedendo alla gallery, dalla prima all’ultima immagine, potrete seguire il percorso della visita.

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Seconda guerra
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