Le truppe Usa sperimentano ‘il terzo braccio’

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Army Research Lab engineer Dan Baechle demonstrates how to strap on the "Third Arm," a mechanical device designed to improve Soldiers' accuracy and reduce fatigue. (Photo Credit: U.S. Army photo by Joe Lacdan)
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Ecco il ‘terzo braccio’ per i soldati Usa. Sgombrando il campo dai doppi sensi da caserma, l’apparato è stato testato in questi giorni dal laboratorio di ricerca e sviluppo dell’Us Army. Il dato di partenza è semplice: ai soldati potrebbe essere chiesto di portare armi più pesanti e potenti nel prossimo futuro. Il “terzo braccio” migliorerà la loro precisione nella mira riducendo la fatica.

Si tratta di un apparato meccanico che assomiglia agli oggetti dei film di fantascienza, che aiuterà a ridistribuire sull’addome parte del peso che i soldati caricano su braccia e spalle. Il dispositivo si attacca all’anca. Il progetto, sarà testato a partire da questa primavera dai primi 15 soldati.

“In questo momento – ha detto l’ingegnere meccanico dell’Us Army, Dan Baechle (nella foto) – abbiamo un prototipo che è essenzialmente una piattaforma di ricerca; lo stiamo usando per capire quanto possa ridurre l’affaticamento sulle braccia dei soldati per esempio nel trasportare uno scudo balistico da 20 libbre, ma anche migliorare l’accuratezza di mira. Il prototipo in uso è stato migliorato seguendo le indicazioni dei soldati; è adattabile a corpi di tutte le dimensioni e può supportare armi come la mitragliatrice leggera M249 che pesa circa 27 chili.

Lo sviluppo del progetto ‘terzo braccio’

Lo sviluppo è iniziato alla fine del 2015. Gli ingegneri hanno iniziato a costruire i primi prototipi nel 2016. Oggi si stanno testando diversi materiali costruttivi; per ora si utilizza la fibra di carbonio per il rapporto tra leggerezza e solidità.

L’estate scorsa, sei soldati si sono offerti volontari per partecipare a uno studio pilota, in cui i ricercatori hanno posizionato sensori elettromiografici per misurare l’attività muscolare. In particolare, quando si tiene un’arma o uno scudo per lunghi periodi di tempo, il braccio inizia a tremare, influenzando la precisione del tiratore. Il team di ricerca di sei persone ha testato i soldati che sparavano con e senza l’apparato.

“Abbiamo scoperto – ha detto l’ingegnere – che il terzo braccio ha ridotto la fatica e ridotto l’attivazione muscolare per alcuni militari. Altri però hanno avuto problemi con il dispositivo. I miglioramenti apportati includono il cambiamento della posizione di montaggio dalla parte anteriore del giubbotto del soldato alla schiena.

 

L’obiettivo finale è quello di permettere al soldato di utilizzare un’arma più potente senza subire il conseguente affaticamento

(Photo Credit: U.S. Army photo by Joe Lacdan)

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Equipaggiamenti
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