Thompson submachine gun, le armi della II guerra mondiale

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Dai gangster di Al Capone alle spiagge di Omaha beach. Il Thompson è stato nel bene  e nel male un’arma simbolo per gli Stati Uniti. Usatissimo dal crimine, apprezzata dai soldati per la sua affidabilità, questo mitragliatore, il suo nome ufficiale era Thompson Submachine Gun, muove i primi passi nel 1919, grazie all’inventiva del suo progettista, John Taliaferro Thompson. Le sue qualità in tre parole? Compattezza, rateo di fuoco e potenza del proiettile 45 ACP.

La storia del Thompson

John Taliaferro Thompson, stava cercando un fucile semiautomatico per rimpiazzare i bolt-action allora in servizio. Non volendo lavorare con un sistema di recupero dei gas dello sparo, puntò tutto sulla teoria di John Blish che postulava l’adesione di superfici metalliche inclinate sotto pressione. Il sistema avrebbe funzionato come un meccanismo di ritardo in apertura: quando il colpo veniva sparato, l’otturatore non arretrava immediatamente, in quanto bloccato dal piccolo gancio che scorreva in verticale al momento di bloccaggio.

Ma alla fine si rivelò adatto solo per una munizione di tipo ridotto ossia la 45 ACP. Thompson conobbe Thomas F. Ryan che lo finanziò per l’apertura della Auto-Ordnance Company nel 1916. Nel 1917 Thompson abbandonò l’idea del fucile e, dato il calibro utilizzato, pensò a un’arma automatica, maneggevole e letale sul corto. La prima guerra mondiale finì prima che fosse completato il progetto.

Per la prima volta nella storia fu usato il termine submachine gun (pistola mitragliatrice). Il nome di prima produzione fu M1921. Era disponibile per i civili, sebbene il suo prezzo molto alto portò a poche vendite (costava circa 200 dollari; una Ford T era venduta a 400). Ne acquistarono piccoli quantitativi gli agenti del servizio di Ispezione Postale, la marina. Successivamente equipaggiò la polizia e i marines.

Alcuni Thompson vennero acquistati dagli agenti della Repubblica Irlandese, ma l’arma raggiunse la sua massima notorietà nelle mani dei gangster durante il Proibizionismo e durante la Grande depressione, con il cinema fautore di buona parte della sua fama. Nel 1926 il compensatore Cutts venne messo in commercio come optional per il modello M1921. L’arma prese la denominazione N°21 AC (venduta al prezzo standard di 200 $), mentre la versione senza compensatore venne deprezzata a 175 $.

Le caratteristiche tecniche del Thompson

I mitra del primo tipo avevano un rateo di fuoco molto alto (con un massimo teorico di 1.500 colpi a minuto), in realtà tra 720 e 850 c/m. In seguito, la cadenza calò a 600 colpi al minuto. Il Thompson era molto pesante rispetto alle altre mitragliette dell’epoca. Il caricatore a tamburo da 50 colpi dell’arma si rivelò inadatto alle operazioni militari, in quanto ingombrante e pesante. I caricatori a stecca da 20 o 30 furono largamente utilizzati, tanto che i modelli M1 e M1 A1 non supportavano nemmeno i caricatori a tamburo. Il Thompson fu una delle prime armi a utilizzare un caricatore bifilare.

Il Thompson nella II guerra mondiale

Con lo scoppio della II guerra mondiale, la produzione puntava tutto sul modello M1928 A1 (entrarono in linea poco prima dell’attacco di Pearl Harbor), come lo splendido esemplare della gallery nella disponibilità di Vincenzo Di Domenico Di Biancavilla di Traxarm, realizzato dalla Auto-Ordnance in Connecticut. L’arma era assai efficace ma per gli standard produttivi bellici era anche assai costosa. Alla Savage Arms si cercò quindi un modo per semplificarlo. Il progetto portò alla nascita, nel 1942, di un nuovo prototipo, che venne accettato e rinominato M1. L’arma era prodotta dalla Savage Arms e dalla Auto-Ordnance e non permetteva più l’uso dei caricatori a tamburo, che si erano comunque rivelati inadatti alle operazioni belliche.

Il Tommy gun venne impiegato da esploratori, comandanti di pattuglia e ufficiali. Nel teatro europeo, l’arma venne impiegata intensivamente da canadesi e inglesi, nonché dai paracadutisti e Ranger americani, truppe che avevano bisogno di potenza di fuoco in scontri ravvicinati dove il potere d’arresto del Thompson non aveva rivali. Anche l’Unione Sovietica ricevette diversi esemplari, ma la scarsità di munizioni calibro .45 ACP impedì l’uso intensivo di questo mitra.

Nel teatro del Pacifico l’arma fu usata ma non ebbe molta fortuna: poco adatta ai combattimenti nella giungla, per la scarsa capacità perforante del calibro 45 acp, venne rimpiazzato presto col BAR

Thompson T2

Il Thompson continuava a restare troppo costoso. Così nel 1942 si pensò di sostituirlo con una arma più economica. La risposta di Thompson fu l’Auto-Ordnance T2: un castello tubolare fissato con delle viti a un calcio di legno. Somigliava a un Garand, ma era più corto e il funzionamento era a rinculo semplice, senza le complicazioni del sistema Blish. Venne introdotto un grilletto “progressivo” che permetteva di passare da fuoco singolo con la pressione leggera e rilascio del grilletto a fuoco automatico pigiando fino a fine corsa. L’arma era inaffidabile ma nel frattempo l’esercito stava scegliendo il nuovo M3 Grease Gun, molto più semplice ed economico che entrò in produzione del 1943. Tuttavia i ritardi nell’entrata in linea del Grease Gun fecero sì che il Thompson, restasse in combattimento fino alla fine della guerra. Alla fine del conflitto, si stima ne fossero stati prodotti 1.500.000 esemplari.

Il Tommy gun dopo la guerra

Il Thompson venne impiegato anche durante la guerra arabo-israeliana del 1948; durante la guerra di Corea, il Thompson venne usato sia dagli americani che dalle forze sudcoreane. Esemplari durante la rivoluzione cubana, finirono in mano alle forze di guerriglia di Castro. Anche durante la guerra del Vietnam, l’arma vide ancora una volta l’azione, fino a quando venne sostituita nel suo ruolo dal nuovo M16. Non solo gli americani usarono l’arma, ma si trovarono ad affrontare le forze nemiche armate con lo stesso Thompson: i vietcong, infatti, apprezzarono particolarmente l’arma e ne produssero diversi esemplari nei loro laboratori di fortuna in mezzo alla giungla. Fu usato anche dai guerriglieri dell’Ira. Il mitra venne usato anche dalle forze dell’FBI fino al 1976 quando dichiarata obsoleta, venne dismesso dal servizio.

 

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Sistemi d'arma
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