Springfield M1903: le armi della II guerra mondiale

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Lo Springfield Model 1903 fu l’arma d’ordinanza dell’esercito americano dalla prima guerra alla seconda guerra mondiale. Entrò ufficialmente in linea appunto nel 1903, e vi rimase fino al 1937, anno in cui l’Us Army cominciò a sostituirlo con il Garand. Ma di M1 non ce n’erano ancora abbastanza, così lo Springfield rimase in servizio, prima come fucile di linea, successivamente come arma di precisione.

Lo Springfield e la sua storia

L’adozione dello Springfield fu un percorso lungo; tanti lavori e fecero sì che i progettisti presero il meglio da armi come il Krag-Jørgensen e il tedesco G 98. Venne prodotto unicamente con canna da 610 mm, adeguandosi alla tendenza svizzera e britannica di eliminare la doppia tipologia di arma. Dopo che gli americani ebbero sperimentato l’efficacia dei fucili Mauser nella Guerra ispano-americana del 1898, le autorità decisero di adottare un nuovo fucile che riprendesse le caratteristiche migliori del progetto Mauser.

Si tentò di creare un fucile che potesse sostenere cariche più potenti e montare parti analoghe a quelle di un Mauser tedesco risale all’inizio del XX secolo. La Springfield propose il suo prototipo M1900, che entrò poi in produzione definitiva nel 1903, da cui la nomenclatura. Vi fu anche un fucile intermedio, denominato M1901. Il design venne migliorato e infine accettato, denominato e prodotto a partire dal 1903. L’arma assunse il nomignolo colloquiale di “ought-three” dalle ultime due cifre dell’anno di produzione (03).

Nonostante le aggiunte e le modifiche, il design alla base dell’arma era pur sempre merito della Mauser, che obbligò il governo statunitense al pagamento di una multa di 3.000.000 di dollari per violazione di brevetto. Entro il gennaio 1905, oltre 80.000 esemplari del nuovo fucile erano stati prodotti dalla fabbrica statale Springfield Armory. L’esemplare in foto, nella disponibilità di Vincenzo di Domenico di Biancavilla di Traxarm, è stato assemblato nell’arsenale di Rock Island nel 1920.

Lo Springfield nella prima guerra mondiale

Quando gli Stati Uniti entrarono in guerra nel 1917, erano stati prodotti 843.239 fucili dalla Springfield Armory e dal Rock Island Arsenal. La produzione prebellica, tuttavia, seguiva processi metallurgici discutibili. Nonostante la documentazione che attestasse difetti nella produzione, i casi di rottura tuttavia furono estremamente rari. La stragrande maggioranza dei malfunzionamenti furono attribuiti all’uso di munizioni sbagliate. Nel dicembre del 1917 furono installati dei pirometri per controllare la temperatura alla forgia. La cosa avvenne attorno al fucile 800.000 (Springfield) e 285.507 (Rock Island Arsenal).

Verso la fine del conflitto, la Springfield cominciò a produrre il M1903 Mk. I. L’arma presentava uno scavo nella parte sinistra del castello, volta a permettere l’uso del dispositivo Pedersen, uno strumento che permetteva all’arma di sparare colpi il calibro .30 Pistol in maniera semiautomatica da un caricatore amovibile. Per permettere una più facile espulsione, anche il calcio è leggermente scavato.

Nel 1926, gli Usa introdussero una nuova palla da 174 grani standardizzata come Cartridge, Ball, Caliber .30, M1. La munizione M1, intesa prevalentemente per l’uso a lungo raggio su mitragliatrici, divenne rapidamente popolare tra i fucilieri per la sua grande precisione a lunga distanza. Ma nel 1938, l’esercito tornò sui propri passi e riadottò la vecchia palla da 152 grani

Seconda guerra mondiale: lo Springfield diventa sniper

Durante la Seconda Guerra mondiale la produzione di Springfield venne affidata alla Remington Arms e alla Smith-Corona Typewriter. Le parti più costose dell’arma, come ad esempio il calcio in noce, venne sostituite con parti più economiche e leggere, ma ugualmente adeguate. Le parti in metallo dei fucili prodotti dalla Remington presentano una R incisa. Il cambiamento più evidente fu la sostituzione e semplificazione dei sistemi di mira, resi simili a quelli del nuovo M1 Garand. Altre modifiche riguardarono la linguetta del caricatore, realizzata in metallo stampato, che preveniva l’inceppamento.

Nel tardo 1942, anche la Smith-Corona Typewriter Company cominciò la produzione della variante M1903A3 nei suoi stabilimenti di Syracuse, NY. Le parti prodotte dalla Smith/Corona sono di solito facilmente identificabili grazie all’assenza di punzonature. Per aumentare il numero di unità prodotte vennero adottate delle canne a doppia rigatura, mentre i requisiti per le leghe d’acciaio impiegate si fecero meno stretti a dare origine a quello che viene definito War Emergency Steel. I fucili iniziali prodotti da Remington e Smith-Corona avevano una finitura grigio scuro/nero che ricordava l’effetto ottenuto alla fine della Prima guerra mondiale con la parkerizzazione. Solo nel tardo 1943 si cominciò ad usare una finitura più chiara, che finirà poi anche nelle armi riparate in seguito.

L’utilizzo dello Springfield

Gli M1903 e M1903A3 furono usati per tutta la guerra a fianco del più recente M1 Garand. I Marines furono inizialmente equipaggiati con questo fucile nei primi mesi di operazioni nel Pacifico, come ad esempio a Guadalcanal, nonostante la giungla sia un territorio poco adatto ai fucili bolt-action. I maggiori utilizzatori dello Springfield furono i Ranger americani che ritenevano l’arma più adatta per le loro missioni.

Nonostante l’arrivo del Garand per quasi tutti i GI nel 1944, alcuni reparti continuarono a utilizzare gli M1903 fino alla fine della guerra, specialmente i Marines. L’arma rimase in servizio prevalentemente come fucile di precisione o ausilio per il lanciagranate.

Lo Springfield fu il primo tentativo dell’esercito di standardizzare un’arma di precisione. Le meccaniche dell’M1903A3 vennero montate su nuove calciature, con l’aggiunta di un mirino Weaver M330 (oppure 330C) da 2,2 ingrandimenti e la rimozione dei sistemi di mira metallici. Dopo la Guerra di Corea era raro vedere in servizio regolare un M1903. Solo alcuni esemplari di M1903A4 di precisione rimasero in servizio per la Guerra del Vietnam, e gli ultimi manuali furono stampati prima del 1970. La marina continuò a tenere alcuni esemplari a bordo della proprie navi come fucili anti-mina.

I dati tecnici dello Springfield

Il fucile pesa circa 3,95 kg con una lunghezza di 1098 mm; poteva montare una baionetta M1905 da 450 mm. Nel 1906 il fucile venne modificato per sparare le nuove munizioni M1906 (ovvero il .30-06), successivamente nel 1926 le M1 e poi infine nel 1938 le M2. Era alimentato con clip da 5 colpi e poteva, nelle mani di un tiratore esperto, raggiungere una cadenza di fuoco massima di 20 colpi al minuto. La dotazione di un soldato era di 12 clip, per un totale di 60 colpi.
Il mirino standard, fisso, prevedeva una taratura non regolabile fissata a 500 m. Alzando il sistema di mira complesso (regolabile anche in deriva) si poteva regolare l’arma per tiri che andavano da un minimo di 100 ad un massimo di 2650 metri.

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Sistemi d'arma
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