La Mercedes di Hitler va all’asta

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E’ nera come lo è stato il suoi proprietario. Un’auto che alcuni ritengono il simbolo stesso del male, come il suo proprietario, Adolf Hitler. Ma forse la  Mercedes-Benz 770K Offener Tourenwagen del 1939 appartenuta proprio al Führer che andrà all’asta il prossimo 17 gennaio, paga colpe non sue. Guardandola per quello che è, la vettura rappresenta  uno dei capolavori di design automobilistico e ingegneria teutonica; una tra le auto più lussuose della storia. L’esemplare in questione è una delle poche che Adolf Hitler  utilizzò più volte  durante le occasioni ufficiali.

L’asta della Mercedes di Hitler

L’auto verrà venduta al miglior offerente il prossimo 17 gennaio a Scottsdale, in Arizona, dalla Worldwide Auctioneers: si tratta della prima vettura del Führer. Carrozzeria blindata e vetri antiproiettile; venne usata nel corso di diverse parate, da quella per la vittoria sulla Francia tenutasi a Berlino nel 1940 alle altre manifestazioni pubbliche per l’invasione della Yugoslavia e della Grecia nel 1941. Ospitò sui suoi sedili anche Benito Mussolini, nel corso di una delle sue visite in Germania. Venne ordinata da Hitler nel 1938; era pesante 5 tonnellate circa, lunga 6 metri e larga 2, poteva trasportare fino a 9 persone, con un consumo pazzesco: 1,7 km con un litro di benzina. Il consumo smodato era causato dalla imponente blindatura. Finestrini, portiere e pneumatici erano antiproiettile, portiere e cofano corazzati così come un pannello a scomparsa da sollevare in caso di emergenza. Gli interni erano in pelle e materiali pregiati, il motore era un ‘mostro’ a otto cilindri da 7,7litri di cilindrata, era in grado di sviluppare una potenza massima di 400 cavalli. Un pezzo unico progettato appositamente per Hitler; per questo Mercedes  aggiunse la sigla W1150 II per distinguerla dalle altre vetture prodotte.

Una freccia in grado di arrivare fino a 180 all’ora, con due compressori volumetrici per il motore. L’esemplare ha tutti i pezzi originali al suo posto; anche la targa “1A 148461”, e la certificazione di autenticità. Nel realizzare la vettura speciale, oltre alle specifiche del Führer, Mercedes seguì quelle di Erich Kempka, ufficiale delle SS che dal 1934 al 1945 fu l’autista di Hitler. L’obiettivo era quello di creare un carro armato con le ruote, veloce come una vettura da corsa..

La storia della Mercedes 770K

Se ci sono molte informazioni e fotografie della vettura durante il regime nazista, i passaggi dalla fine della guerra in avanti sono avvolti da mistero. Nel luglio del 1943 l’auto venne richiamata in fabbrica a Sindelfingen, per manutenzione. Nel dopoguerra venne requisita dalle forze statunitensi, che la misero a disposizione dell’esercito a Le Havre, in Francia. CI sono ancora tracce fino al 1945, visto che la vettura era in uso al  colonnello Duane Briggs; e negli anni successivi, grazie all’intervento del suo terzo proprietario, un belga residente ad Anversa, riuscì a raggiungere gli Stati Uniti: A.H. Vander Elst, imprenditore nell’industria del tabacco, la vendette poco dopo l’acquisto a un altro imprenditore del Tennessee che se la fece spedire ad Austin. Nel 1949, l’auto venne donata alla sezione locale dei veterani di guerra, che per diversi anni la usarono durante cerimonie ufficiali, ovviamente spogliata di tutti i simboli nazisti.

L’auto di Hitler passa di mano e finisce in vendita

La 770K rimase in uso ai veterani sino al 1990; in quell’anno il ‘tesoro’ venne scoperto da due “cacciatori di auto” d’epoca, Steve Munson e Joe Odgen, che dopo avere scoperto che l’auto era una delle quattro originali appartenute a Hitler la restaurano per poi rimetterla in vendita.  Da allora la Super Mercedes è passata di proprietario in proprietario: dal magnate dei casinò di Las Vegas, Ralph Engelstad, a due collezionisti della Georgia, sino al collezionista russo che oggi ha deciso di metterla in vendita. Ovviamente non sappiamo quanto denaro di dovrà sborsare per acquistarla. Un pezzo raro questa Mercedes già ai tempi in cui veniva ordinata in fabbrica e acquistata dai grandi della terra. Ne ebbero una l’imperatore del Giappone Hirohito, e il kaiser Guglielmo II. Quella di Hitler però è un qualcosa di unico. E proprio per evitare strani nostalgici, la casa d’aste ha annunciato che il 10% del ricavato dalla vendita verrà devoluto a un’associazione che si occupa di tenere viva la memoria delle vittime dell’Olocausto.

(fotogallery Worldwide Auctioneers)

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Seconda guerra
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