Luger P08: le armi della II guerra mondiale

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Luger P08. L’arma tedesca più ambita come trofeo di guerra. Non c’era soldato alleato che non volesse tornare a casa con una Luger conquistata sul campo. Una pistola che è entrata nella storia delle armi moderne. La Luger P08 è una semi-automatica che porta il nome del suo progettista, Georg Luger, austriaco di nascita ma padovano d’adozione, visto che rimase a Padova fino alla maturità.  Il progetto di Luger aveva come base la Borchardt C-93, venne preso in carico per la produzione dalla casa d’armi DWM (Deutsche Waffen und Munitionsfabriken).

La chiamavano Parabellum

La Luger aveva anche la denominazione Parabellum, che era l’indirizzo telegrafico della DWM (Parabellum Berlin). Una locuzione latina “Si vis pacem, para bellum” ovvero “Se vuoi la pace, sii pronto alla guerra”. Venne prodotta in vari modelli con canne di differente lunghezza (10 cm per il modello P08) e anche con calci aggiuntivi.

 

La Luger P08 entrò in servizio nel 1900 con l’esercito svizzero in calibro 7,65 parabellum. Nel 1902 venne ricamerata in calibro 9 parabellum e diventò l’arma di ordinanza della marina tedesca. Nel 1907 due prototipi calibro .45 vennero costruiti e portati negli Stati Uniti personalmente da Georg Luger per partecipare a delle prove per l’acquisizione di una nuova arma corta bandite dall’US Army, ma la pistola tedesca non superò i test. Nel 1908 infine la Luger fu adottata dall’esercito imperiale tedesco; rimase in servizio sino al 1938 come pistola d’ordinanza e fino alla fine della seconda guerra mondiale.

 Le versioni della Luger

Di quest’arma esistono almeno 35 versioni principali, di cui molte impiegate dai tedeschi. Oltre che dalla DWM, le P08 furono prodotte dalla Simson, dalla Krieghoff, dall’arsenale di Erfurt, come l’esemplare che compare nelle foto, prodotto nel 1916, che è nella disponibilità di Vincenzo di Domenico di Biancavilla dell’armeria Traxarm. Anche la Mauser produsse la pistola; le P08 svizzere furono realizzate dalla Waffenfabrik di Berna.

Oltre alla versione standard e alla P04 della marina, i tedeschi impiegarono anche la cosiddetta “Modello Artiglieria” con canna da 200 mm, alzo regolabile e spesso, ma non sempre, il caricatore a tamburo da 32 colpi usato anche dall’MP18.

Dalla Luger alla Walther P38

La Luger ebbe grande diffusione nell’esercito tedesco nella prima e nella seconda guerra mondiale. Nella fase tra I e II guerra ne vennero prodotte 25mila esemplari. Nel 1942 venne sostituita da un’altra arma che diverrà nota nel mondo: la Walther P38. Una pistola altrettanto efficace ma più semplice ed economica da produrre, rispetto alla P08 che aveva un alto costo di realizzazione e una super manutenzione.

Nonostante la sostituzione, fino al 1943 furono prodotte altre 400.000 Luger circa. La pistola era ancora la preferita dai militari per affidabilità e qualità. Ancora oggi la Luger P08 è un’arma ricercata ed apprezzata dai collezionisti di tutto il mondo. Quelle fabbricate dalla Krieghoff in particolare sono ritenute le migliori per qualità e precisione nella costruzione.

 La grande inventiva di Georg von Luger

La Luger è figlia del suo tempo, l’Ottocento; l’epoca in cui la nascente tecnologia trovava in personaggi come Georg von Luger interpreti dell’evoluzione capaci di creare manufatti che sono rimasti nella storia. Luger sviluppò la sua pistola dopo aver fatto conoscenza con Ferdinand Ritter von Mannlicher, che alla fine lo reclutò come rappresentante commerciale per il produttore di armi DWM Löwe (Deutsche Waffen und Munitionsfabrik Löwe, ossia “Fabbrica tedesca di armi e munizioni Löwe”) a Berlino. Luger dovette importare il fucile Mannlicher M118 fabbricato dalla DWM nel mercato italiano e dedicarsi inoltre alla sua vera inclinazione, lo sviluppo delle armi.

Nel novembre 1894 fu inviato dalla DWM a presentare la pistola Borchardt C93 in Svizzera, Germania, Belgio e negli Stati Uniti d’America, dove presentò l’arma anche alla marina statunitense. I risultati di vendita furono poco lusinghieri: la pistola era troppo pesante e mal bilanciata.

Luger tornò a Berlino per perfezionare la C93. L’intuizione sposò la metallurgia e l’ingegneristica e il concetto nuovo che nacque da quella revisione fu l’otturatore a ginocchiello, divenuto leggendario e caratteristico della nuova P08

A un certo punto Luger divenne anche scomodo, tanto che nel 1919 la DWM lo licenziò senza  preavviso provando a far diventare proprietà dell’azienda i suoi geniali brevetti. Fuori dai suoi laboratori, Luger intentò una serie di cause. Nel 1922 la vicenda arrivò a conclusione con la sua vittoria. Il suo nome è entrato nella leggenda, ed è rimasto indissolubilmente legato all’arma da lui inventata.

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Sistemi d'arma
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