Linea Gotica: itinerari della memoria

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GERMOGLI PH: 18 SETTEMBRE 2017 SCARPERIA PASSO DEL GIOGO RIEVOCAZIONE STORICA SECONDA GUERRA MONDIALE LIBERAZIONE DI MONTE ALTUZZO UN TUFFO NELLA STORIA MILITARIA WWII RENACTOR SOLTATI TEDESCHI E AMERICANI
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Gotica tra storia e memoria

Gotica tra storia e memoria: itinerari culturali lungo la linea difensiva della II guerra mondiale. La proposta arriva dalla Toscana, il cui territorio montano da est a ovest è profondamente segnato dai bunker e dalle trincee di questa fortificazione costruita dai tedeschi nel tentativo di opporre l’ultima resistenza all’avanzata degli alleati verso nord.

Gotica luogo di cultura

L’obiettivo è avviare una serie di iniziative per la definizione di un percorso sovraregionale lungo tutto l’itinerario, in modo da superare l’attuale frammentarietà. Verrà dato un nuovo impulso alle azioni già intraprese con i Comuni, le istituzioni storiche e i soggetti territoriali in modo da potenziare le attività già esistenti e crearne di nuove in maniera da riunire la Linea in un unico itinerario tra cultura e memoria.

La prima iniziativa arriva dal consiglio regionale della Toscana che ha approvato una mozione presentata dai consiglieri di maggioranza Fiammetta Capirossi, Lucia De Robertis, Andrea Pieroni, Francesco Gazzetti, Nicola Ciolini e Valentina Vada per sostenere la candidatura della Linea Gotica a itinerario culturale europeo.

Un progetto imponente

GERMOGLI PH: 18 SETTEMBRE 2017 SCARPERIA PASSO DEL GIOGO RIEVOCAZIONE STORICA SECONDA GUERRA MONDIALE LIBERAZIONE DI MONTE ALTUZZO UN TUFFO NELLA STORIA MILITARIA WWII RENACTOR SOLTATI TEDESCHI E AMERICANI

I progettisti della Linea Gotica pensarono a una serie di manufatti concepiti in modo da non disperdere le risorse limitate degli eserciti dell’Asse, arrivati al 1944 a un passo dalla disfatta con pochi armamenti e ancor meno materiali da costruzione.

Le fortificazioni sfruttano al massimo l’ambiente nel quale sono state calate. Dalle montagne sui versanti occidentale e centrale alla piana di quello orientale. Per la realizzazione dei manufatti, l’organizzazione Todt (l’impresa di costruzioni militari a servizio del regime nazista) mobilitò oltre 50.000 operai italiani costretti al lavoro coatto. Furono sorvegliati da una brigata slovacca di 2.000 uomini e coordinati da quasi 20.000 genieri tedeschi.

Le opere in cemento armato: bunker, ostacoli anticarro, torrette con pezzi d’artiglieria, vennero realizzate principalmente nella pianura lungo la costa dell’Adriatico. Nella zona appenninica, in particolare tra i passi della Futa e del Giogo si puntò su pochi bunker in cemento, realizzandone invece di interrati così le trincee e riempiendo di mine antiuomo e anti carro le pendici della montagna. Nei punti più elevati furono realizzati posti d’osservazione per il tiro d’artiglieria, sui versanti opposti alla linea del fuoco si costruirono i ricoveri per le truppe.

Nell’estate del 1944 i tedeschi presentarono un rapporto sulle opere di difesa della Gotica nel settore centro-orientale. A quell’epoca erano state realizzate 3.604 trincee, 479 postazioni per cannoni anticarro e mortai, 2.376 nidi di mitragliatrice, 16.000 postazioni per tiratori scelti e 9 chilometri di fossati anticarro. Erano stati altresì posati 120 chilometri di reticolati e predisposti campi minati con 95.689 mine antiuomo e anticarro.

L’ultima linea difensiva

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Dalla metà del 1944 i generali tedeschi si convincono che la guerra è perduta. E’ solo una questione di tempo, ma la sconfitta è ormai una certezza. Non resta loro altro da fare che rendere il prezzo della vittoria agli alleati il più alto possibile. E’ la strategia della ‘ritirata combattuta’ che il Feldmaresciallo Kesserling, comandante in capo delle truppe di occupazione in Italia mette in atto utilizzando baluardi difensivi sull’asse est ovest predisposti per contrastare l’avanzata a nord degli anglo-americani.

La linea Gotica era proprio l’ultimo di questi baluardi; un fronte di 300 e passa chilometri dal Tirreno all’Adriatico. Fermerà per otto mesi il dilagare delle truppe alleate nella pianura padana. Le difese partono dalle batterie costiere sistemate tra Massa e La Spezia per passare poi lungo le Alpi Apuane, la Garfagnana, L’Appennino tra Pistoia e Modena, Firenze e Bologna, il monti Falterona e Fumaiolo fino all’arrivo sull’Adriatico tra Pesaro e Rimini. Il valico più munito era quello della Futa, il collegamento più importante sull’asse nord sud del paese.

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Lungo la Gotica si diedero battaglia eserciti provenienti da tutto il mondo. Per gli alleati fu lo stesso generale Alexander a ricordare di avere al suo comando militari provenienti da ben 26 nazioni: Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Nuova Zelanda, Sud Africa, Francia, Polonia, Italia, Brasile, India, Nepal, Belgio, Jugoslavia, Grecia, Terranova, Caraibi, Siria-Libano, Cipro, Senegal, Basutoland (l’attuale Lesotho), Swaziland, Beciuania (attuale Botswana), Seychelles, Mauritius, Rodrigues, oltre alla Brigata Ebraica.

Anche i tedeschi avevano sotto le armi i soldati provenienti dai territori che avevano occupato: austriaci, russi, ucraini, baltici, cosacchi, bielorussi, ungheresi, romeni, slovacchi e jugoslavi, ma anche polacchi e francesi, senza dimenticare i cosiddetti “mongoli”, turchi del Caucaso e dell’Asia centrale.

Gotica museo a cielo aperto

SCARPERIA PONZALLA RINNOVATO IL MUSEO DELLA GUERRASULLA LINEA GOTICA MILITARIA AMARICANA TEDESCHI ITALIANI

Oggi questo museo a cielo aperto, che è anche un sacrario per la memoria, rivive grazie alle associazioni di ricerca storica che sono impegnate da anni per la promozione di itinerari culturali e attraverso ricerche sul campo recuperano reperti e testimonianze che custodiscono il fascino della storia e il culto del ricordo. La Toscana in questo è uno dei punti di riferimento in materia. La maggioranza della Gotica attraversa la regione e in prossimità dei passi Appenninici è possibile trovare i sacrari dei caduti (quello tedesco è al passo della Futa) e un museo a Ponzalla allestito dall’associazione Gotica Toscana. Un altro spazio museale si trova a Molazzana (Lucca), mentre a Sant’Anna di Stazzema c’è il parco memoriale che ricorda le vittime dell’eccidio nazi fascista e la Resistenza.

Sono tante le associazioni che si occupano di ricerca storica lungo il tracciato della linea difensiva (oltre a Gotica Toscana, Linea Gotica Pistoiese, Linea Gotica Tirrenica, più le varie di reenactment). Queste organizzano ogni anno anche eventi di rievocazione della Liberazione, dove vengono ricostruite minuziosamente con uniformi dell’epoca, armamenti e mezzi, le battaglie che hanno portato gli alleati a conquistare la Gotica e successivamente a concludere vittoriosamente la campagna d’Italia. Eventi concentrati soprattutto in Mugello, terra ricca di cultura, natura e itinerari. Un invito a saperne di più per conoscere questo pezzo incontaminato di Toscana.

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Seconda guerra
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