Le armi della II guerra mondiale: il Mauser K98

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E’ una delle armi simbolo della II guerra mondiale. Iconico come l’elmo ‘fritz’ caratteristico delle truppe tedesche. Il Mauser Karabiner 98 kurz, per gli ‘amici’ semplicemente K98, fucile a otturatore girevole-scorrevole, camerato per il proiettile 7,92 × 57, fu l’ultimo di una lunga serie di fucili militari prodotti dalla Mauser. Rimase in servizio per tutta la guerra. Ancora oggi se ne trovano molti esemplari, visto l’elevato numero di pezzi prodotti.

La storia

Il K98 è nato dopo un lavoro importante che la Mauser svolse a partire dal Gewehr 98. Si distinse per la grande affidabilità e precisione, con una gittata efficace che variava dai 500 m (mire metalliche) fino ai 1000 m (con ottiche 8×). L’esemplare che osserviamo nelle foto è nella disponibilità di Vincenzo di Domenico di Biancavilla di Traxarm è stato prodotto nel 1940 nella fabbrica Mauser di Oberndorf am Neckar. In quell’anno e in quella fabbrica furono prodotti i fucili che hanno numero seriale da 1660 a 5498qq. La nostra arma ha come numero seriale 3967g. Si tratta di un fucile a otturatore girevole-scorrevole. Il caricatore interno poteva essere riempito tramite stripper clip da cinque colpi 7,92 × 57 mm o un colpo alla volta. La leva dell’otturatore curva verso il basso permetteva una azione più rapida e la possibilità di montare ottiche direttamente sopra l’arma. Su tutti i fucili c’era l’astina corta per la pulizia agganciata sotto la canna tramite l’attacco per la baionetta. Solo unendo tre astine era possibile ottenerne una sufficientemente lunga per la manutenzione dell’arma. I metalli venivano protetti dall’ossidazione dapprima con un procedimento, la reazione di Schikorr che ‘bluiva’ gli acciai con uno strato di magnetite; dal 1944 fu introdotta la fosfatazione (o, in alternativa, la parkerizzazione) per avere una protezione efficace. Le mire erano volutamente semplici per favorire l’uso anche ai soldati meno esperti. I primi modelli di K98k erano forniti di calcio in noce (pezzo unico). Dal 1938 in poi, l’arma cominciò a presentare un calcio laminato, conseguenza della scarsità di materiali e del costo elevato del legno di noce. Il calcio in laminato risultava più resistente di quello a pezzo unico, non richiedeva stagionatura, e soprattutto era molto più economico, a costo di un maggior peso.

Versioni

Il K98k era distribuito con la cinghia per il trasporto, coprivolata e un kit di pulizia RG34 (Reinigungsgerät 34) racchiuso in un contenitore metallico, che conteneva un oliatore e attrezzi per lo smontaggio dell’arma. In dotazion anche la baionetta S84/98 III con una lama di 252 mm in lunghezza. Nel 1942 venne introdotto un lanciagranate da fucile chiamato Gewehrgranatengerät o Schießbecher. Il funzionamento si basava su una nuova munizione appositamente sviluppata per permettere il lancio della granate da 30mm.

Per gli sniper, venivano scelti in fabbrica i fucili particolarmente precisi, su cui veniva poi montata un’ottica. Un buon cecchino poteva colpire con un K98k un bersaglio distante fino a 1.000 m. L’ottica tedesca Zeiss Zielver 4× (ZF 39) presentava un reticolo di compensazione per la caduta dei proiettili a intervalli di 50 m (l’ottica spaziava dai 100 agli 800 m, altre varianti fino ai 1.000 m). Sul fucile si potevano montare altre ottiche ugualmente efficaci anche se la prima era la più diffusa. Il K98k non era progettato per il montaggio di ottiche, la lavorazione del castello per l’adattamento doveva essere eseguita da un artigiano molto preparato. Si stima che gli esemplari di precisione prodotti siano intorno alle 132.000 unità.

Pregi e difetti

Il K98k è un’arma molto affidabile, ma in battaglia soffrì dello stesso difetto dei fucili da truppa, soppiantati progressivamente dalle armi semiautomatiche e poi dalle automatiche. Era pesante, costoso da produrre e poco utile nei combattimenti a distanza ravvicinata. L’era dei tiratori precisi, dei tiri dalla trincea era esaurita fin dal 1940 per le nuove strategie militari che gli stessi tedeschi avevano introdotto. I fucili a 5 o 7 colpi da camerare uno alla volta non erano più efficaci. Durante il Secondo conflitto mondiale si cercò di porre rimedio a tale svantaggio mediante la progettazione di un particolare caricatore esterno che poteva essere agganciato all’arma eliminando lo sportellino inferiore del caricatore interno, portando così la capacità dell’arma a 20 colpi (nonostante dovesse essere comunque caricato mediante le stripper clip da 5 colpi). In più gli americani già dal 1936 avevano adottato il semiautomatico Garand, che mise in evidenza ancor più le carenze del K98, quando i GI entrarono in battaglia sul teatro europeo. I tedeschi provarono a introdurre fucili semiautomatici (il Gewehr 41 e la sua evoluzione Gewehr 43), ma queste armi non riuscirono mai a soppiantare il K98k, come non vi riuscirono le ben più evolute armi della famiglia di fucili d’assalto come l’StG 44. Ma questa è un’altra storia.

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