Pearl Harbor, la baia dove si fece la storia

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E’ uno dei pezzi della storia americana. Un ‘monumento’ galleggiante che compare anche al cinema, nei blockbuster di Hollywood, come del resto accade per tutte le icone a stelle e strisce. La corazzata Missouri, Mighty Mo per quanti vi hanno prestato servizio, ha però un grande valore storico, che non sfugge agli appassionati di storia: è la battleship della vittoria. Sul ponte dell’imponente nave da battaglia, il 2 settembre del 1945, il Giappone firmò la resa incondizionata davanti al Generale MacArthur. Anche lui diventato un’icona con la sua pipa di pannocchia e la spavalderia del governatore che salvò l’imperatore Hiro Hito barattando la sua permanenza alla guida del paese con l’eterna fedeltà agli Usa dell’impero del sol levante.

L’anniversario

Il 2 settembre ricorrerà l’anniversario di quella firma che sancì la fine della II guerra mondiale. E la corazzata si prepara a inalberare il gran pavese. E’ prevista una grande cerimonia di commemorazione alla quale parteciperanno anche i veterani che quel giorno del 1945 erano presenti. La Missouri è ormeggiata nella baia di Pearl Harbor alle Hawaii. Un luogo non casuale, visto che in quelle acque incontaminate, gli americani subirono il primo e unico attacco sul suolo statunitense prima dell’attentato del 2001 alle Torri Gemelle.

In quella baia, che è ancora un’importante base militare, è stato allestito un polo museale, che comprende la Missouri, il monumento commemorativo realizzato sopra al relitto semi affondato della corazzata Arizona, un museo dell’aeronautica con gli aerei che presero parte alla battaglia nel Pacifico, e il sottomarino Bowfin che difese la base Hawaiana da nuove incursioni nipponiche. Il museo è uno dei luoghi sacri della II guerra mondiale. Come le spiagge della Normandia, i boschi delle Ardenne o la nostra linea Gotica. Luoghi visitati ogni anno da tantissime persone. E negli Stati Uniti, dove lo spirito della patria e la riconoscenza verso i veterani della II guerra è ancora altissimo, esistono addirittura tour operator che organizzano pacchetti specifici per visitare il fronte italiano, con passaggi dalla Sicilia a Cassino, fino alle montagne dell’Appennino a cavallo tra Toscana ed Emilia Romagna.

Arizona Memorial

Ogni anno oltre due milioni di visitatori arrivano a Pearl Harbor. E si commuovono all’Arizona Memorial, sapendo che nello scafo semi affondato riposano ancora i 1177 marinai uccisi dall’attacco giapponese del dicembre 1941. L’accesso è gestito rigorosamente dalla marina militare e bloccato nel caso in cui le due tartarughe marine che abitano nel relitto (adottate e protette dai marinai) affiorino per nuotare in superficie; prima di salire sull’imbarcazione che porta al memoriale è obbligatoria la visione di un documentario video sui fatti storici, al termine del quale si impartiscono rigide regole di comportamento per l’accesso a quello che è considerato un vero e proprio cimitero militare. Diverso il clima sulla Mighty Mo. I visitatori circa seicentomila ogni anno rimangono stupiti dalla enorme mole d’acciaio delle strutture e delle blindature dell’ultima corazzata costruita dalla marina militare americana. E possono arrivare direttamente sul ponte dove settanta anni fa si è fermata la storia.

Imponente sicurezza

La sicurezza all’interno del sito simbolo per gli Usa è scrupolosa e le regole sono fatte rigidamente rispettare. I visitatori debbono lasciare fuori dal perimetro della base (i parcheggi gratuiti sono controllati ma si trovano all’esterno) oppure in un apposito guardaroba. Nell’area museale si può entrare solo con macchine fotografiche e bevande. Per salire sull’imbarcazione che porta all’Arizona Memorial l’unica cosa da bere ammessa è acqua in contenitori trasparenti. Gli spostamenti all’interno delle zone di terra del museo avvengono attraverso navette gratuite. Bandite le auto private.

I numeri della Mighty Mo

Un nomignolo azzeccato quello della Missouri, un vero e proprio dinosauro d’acciaio con una stazza di 58.000 tonnellate, e una lunghezza di 270,43 metri. È stata l’ultima corazzata costruita dagli Stati Uniti; fu varata il 29 gennaio 1944; il suo ultimo impiego fu nella prima Guerra del Golfo. Nel marzo del 1992 ha terminato il suo servizio e nel 1999 è diventata un museo, gestito dalla Uss Missouri Memorial, associazione di volontariato non supportata da finanziamenti del governo americano

La resa del Giappone

Una copia dell’atto di resa del Giappone, Japanese Instrument of surrender è esposta sul ponte della corazzata. La cerimonia ebbe la durata di 23 minuti e fu trasmessa via radio in tutto il mondo. La prima firma fu quella del ministro degli esteri giapponese Mamoru Shigemitsu “per comando e in nome dell’Imperatore del Giappone e del Governo Giapponese”. Successivamente venne firmata dal generale Yoshijiro Umezu ” per comando e in nome dei quartier generali imperiali giapponesi”. La delegazione imperiale venne accolta dal generale statunitense Douglas MacArthur, comandante nel Pacifico sudoccidentale e Comandante Supremo delle Potenze Alleate

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Seconda guerra
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