Le armi della seconda guerra mondiale: l’MP40

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Il posto di blocco, la garitta in legno dipinta a strisce in bianco, nero e rosso. In prossimità della sbarra, due soldati della Heer: uno a controllare i documenti, l’altro armato con l’incubo di tutti i soldati alleati: l’MP 40. Una pistola mitragliatrice (Mp è abbreviazione del tedesco Maschinenpistole 1940) che è stata in dotazione dei militari del Reich, fino alla fine della seconda guerra mondiale. Un’arma innovativa, ampiamente copiata in molte delle sue componenti da tutti gli eserciti in guerra. L’esemplare che vi mostriamo nelle foto è nella disponibilità dell’armeria Traxarm di Vincenzo di Domenico di Biancavilla; si tratta di un MP40 prodotto dall’austriaca Steyr nel 1942, come si evince dalla stampigliatura ‘bnz’. Seguendo i waffenamt, se ne possono trovare alcuni della Steyr fabbrica di Varsavia, alcuni della Haenel, altro produttore (testimonianza che il mitra è stato riparato probabilmente sul campo utilizzando pezzi di altre armi. In più alcune parti provenivano da un subfornitore autorizzato che era Gebrueder Merz di Francoforte sul Meno (stampigliatura COS).
 

La storia

In principio fu l’EMP36, prodotto in pochi esemplari dalla Erma-Werke, per rispondere alla richiesta del governo tedesco di una nuova pistola mitragliatrice. L’evoluzione successiva fu l’MP38, che era realizzato tramite fresatura dal pieno e con impugnatura in lega di alluminio per contenere il peso. All’inizio della II guerra mondiale, arrivò l’MP40 di costruzione più semplice e dai costi più ridotti. Si usavano lamiere stampate e tranciate che permettevano la produzione di massa. Il calcio a stampella era ripiegabile sotto il fusto che era rivestito in bachelite. La canna aveva un sottocanna di protezione prevedendo l’uso sul bordo delle fiancate dei mezzi blindati. Venne prodotto dalla Erma-Werke (stampigliature ‘WaA-27’, ‘ayf’ ) , Haenel (‘WaA122’, ‘fxo’ ), Steyr (‘WaA660’, ‘bnz’ ).  In calibro 9×19 parabellum, usava il tradizionale otturatore a massa battente con una ‘chicca’ tecnologica: la molla di recupero telescopica era divisa in tre parti che si inserivano l’una nell’altra smorzando il rinculo. Un espediente che il progettista utilizzò proprio per ovviare i problemi di controllo dell’arma dovuti all’assenza della calciatura in legno.
 

L’utilizzo

La MP38, utilizzata largamente fin dall’invasione della Polonia, evidenziava un difetto sostanziale di sicurezza: il funzionamento a massa battente senza alcuna sicurezza per lo sparo accidentale, determinava diversi incidenti tra i soldati. Fu risolto adottando una manetta di armamento sempre  vincolata per ribaditura all’otturatore, ma inserita in un ‘cappuccio’ mobile che poteva andava a bloccare l’otturatore al ricevitore.  I cambiamenti furono incorporati in una versione intermedia (MP 38/40), e poi nell’iniziale produzione dell’MP 40. Durante il corso della guerra furono realizzati oltre un milione di esemplari di tutte queste versioni. Quella che esaminiamo è la 4525 h prodotta da Steyr nel 1942. H è la lettera che indicava le decine di migliaia, quindi si tratta dell’84.525° esemplare di quell’anno (in totale, nel 1942, ne furono distribuiti alla WH-SS oltre 200mila).
L’MP 40 non era arma di truppa (i soldati avevano generalmente il fucile K98, l’Stg44 verso la fine della guerra). La pistola mitragliatrice era assegnata solo ai capisquadra, i sottoufficiali e talvolta agli ufficiali, con precedenza alle unità di prima linea.
 
 

Prestazioni

L’MP 40 vantava una buona precisione anche a media distanza, con un rinculo abbastanza ridotto. Il tiro, esclusivamente automatico, era molto ben controllabile e un tiratore allenato non aveva difficoltà a esplodere uno-due colpi per volta. L’otturatore telescopico svolgeva egregiamente la sua funzione di “ammortizzatore” del rinculo, anche se richiedeva un’attenta manutenzione e il tiro fino a 50 metri era confortevole e preciso. L’arma fu apprezzata anche da Americani e Russi che la utilizzavano dopo averla requisita ai tedeschi come preda bellica.  La MP40 ha ispirato anche la celebre pisola mitragliatrice  sovietica PPS-43 e l’M.3 Grease Gun americano. L’ultimo esercito a utilizzarla coma arma ufficiale fu l’esercito norvegese, che la tenne in dotazione alla riserva fino alla fine degli anni ’80.
 

Versioni

MP 40/I: versione principale
MP 40/II: modello sperimentale con alimentazione a due caricatori standard da 32 colpi. L’MP40/II comparve sui campi di battaglia nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale.
MP 41: una variante ideata da Louis Schmeisser per la Haenel. Aveva un calcio in legno e non era dotato di impugnatura a pistola, ma dotata di selettore di tiro. Gli esemplari prodotti ,furono utilizzati principalmente sul fronte orientale e nei Balcani dalle Waffen-SS e Polizia.

(gallery: Fotocronache Germogli per Armymag tutti i diritti riservati)

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Sistemi d'arma
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