Uscire da un sommergibile in avaria. In sicurezza

9 months fa scritto da
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Uscire da un sommergibile in avaria non è mai cosa semplice. Ma nel caso in cui fosse necessario, le operazioni vanno svolte nella massima sicurezza. Per questo venti sommergibilisti della Marina, dopo aver completato il tirocinio basico e acquisito le principali tecniche e procedure di fuoriuscita “a secco” presso la Scuola sommergibili della Marina di Taranto, si sono recati in Olanda per completare la formazione e apprendere le tecniche di addestramento “in pressione”. Il corso appena concluso è il secondo dello stesso tipo condotto presso la Marina olandese e il primo offerto a una marina estera.

Obiettivo raggiunto con successo per tutti i partecipanti che sono stati seguiti e coordinati, per l’intero periodo, da un team di ufficiali dello Stato Maggiore Marina e della Flottiglia Sommergibili di Taranto. Un accordo di cooperazione con la Marina olandese consente ai sommergibilisti italiani di addestrarsi in una struttura d’avanguardia recentemente realizzata presso l”Aquacentrum’ di Den Helder, la torre per la fuoriuscita “Triton 12”. La sicurezza dell’equipaggio di un sommergibile è una priorità assoluta, qualunque sia lo scenario operativo in cui si opera, motivo per cui un sommergibilista dedica buona parte del suo addestramento alla condotta del mezzo nelle massime condizioni di sicurezza.

Uno degli scenari ipotizzabili per l’equipaggio di un sommergibile è proprio quello di dover abbandonare il mezzo per cause tecniche o, nella peggiore delle ipotesi, quando colpito il battello si trovi nella condizione di non poter più navigare e finisca posato sul fondo marino. È in questi casi che l’abbandono inevitabile del battello avviene attraverso la fuoriuscita dalla torretta, dopo aver indossato una tuta speciale di contenimento, tipo SEIE MK-11, la cui caratteristica è di essere a tutti gli effetti una zattera di salvataggio completamente integrata e monoposto.

(fotogallery Marina Militare)

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Mare · Primo piano
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