West Point, il ‘tempio’ degli ufficiali Usa

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di LAURA TABEGNA

(ph Laura Tabegna)

La giornata dei cadetti è organizzata come una catena di montaggio. Ogni attività ha tempi definiti e molto circoscritti. Il sistema della più grande e importante accademia militare del mondo, West Point (NY State – Usa), è paragonabile a un meccanismo monumentale formato da una piramide di ingranaggi perfetti.

Onore e coraggio

Eppure, attraversando in abiti civili e con passaporto straniero la bicentenaria United States Military Academy, si capisce subito che il rigore militare non è sinonimo di rigidità ma di orgoglio e coraggio. L’orgoglio perché West Point nasce sulla terra dove è stata combattuta e vinta l’indipendenza americana. Il coraggio perché questo college di soldati non ha avuto paura di cambiare le sue regole in armonia con il progresso sociale. I 4200 cadetti, di cui circa il 23% donne, sono ospitati gratuitamente (con stipendio mensile) dopo un’accurata selezione, che negli anni ha eliminato qualsiasi discriminazione di genere, religione ed etnia. Siamo nello Stato di New York, uno dei più popolosi degli Usa, a circa 70 chilometri a nord di New York City. Come recita il nome, West Point si trova nella riva ad ovest del fiume Hudson. Durante la rivoluzione americana, alla fine del Settecento, George Washington decise di utilizzare il punto strategico come quartier generale. La fortificazione non fu mai espugnata dagli Inglesi e, nel 1802, il presidente Jefferson vi fondò l’attuale Usma (United States Military Academy). Oltre all’addestramento militare, West Point è la più importante università di ingegneria degli Stati Uniti. Come tutti i college americani, anche questo campus militare ha uno stadio e una squadra universitaria di football americano molto competitiva, i cui antagonisti storici non possono che essere i cadetti della marina militare.

Architetture severe

(ph Laura Tabegna)

(ph Laura Tabegna)

Attraversando il campus colpisce subito la severa armonia dell’architettura. Tra lo stile greco e quello gotico, a suo tempo fu scelto il gotico militare, dove la pietra e la linearità delle forme s’inserisce perfettamente nella natura della valle del fiume Hudson. Tra i tanti edifici che ritraggono il complesso di West Point, un ruolo rappresentativo fondamentale è quello della chiesa Cadet Chapel, di rito protestante ma aperta alle cerimonie ufficiali di tutte le confessioni. Qui dentro scopriamo uno dei più grandi organi del mondo, formato da 23.500 canne. Nella navata centrale sono appese riproduzioni di bandiere storiche e nelle panche sono sistemate in fila, come falangi di soldati, copie della Sacra Bibbia. All’interno del campus sono state costruite una chiesa cattolica, una battista e una sinagoga, dove possono entrare e partecipare alle funzioni anche gli esterni. Dal 1976 l’accademia è aperta anche al “gentil sesso” e da poco più di un anno è stato nominato il primo comandante donna. Si tratta del generale di brigata Diana Holland, diplomata a West Point nel 1990, veterana dell’Iraq e dell’Afghanistan.

Duty, Honor, Country

(ph Laura Tabegna)

Un’ampia sezione del museo dell’accademia, dove si possono ammirare tutte le uniformi storiche, è dedicata proprio alle donne. In particolare due ritratti rappresentano due soldatesse che si sono distinte per alti meriti: Kristin Michelle Baker, la prima donna ad essere promossa al ruolo di primo capitano, e Laura Margaret Walker, la prima caduta in battaglia. Per capire la filosofia dell’addestramento militare di West Point bisogna partire dal suo motto: “Duty, Honor, Country”, “Dovere, Onore, Patria”. Alcuni precetti militari dell’accademia sono stati mutuati da quelli dell’esercito prussiano, ma non quel principio per cui i soldati devono avere più paura del proprio comandante che del proprio nemico. Nelle varie epigrafi scolpite nel campus si legge che cadetti di West Point dovranno diventare comandanti che si guadagnano il rispetto dei subordinati solo con l’autorevolezza. Al termine dell’accademia, i diplomati escono con il grado di second lieutenant (il nostro sottotenente) e prendono servizio per quello che sarà la prima assegnazione della loro carriera. Dall’accademia sono usciti tutti i generali della ‘mitologia’ militare americana: Grant, Sherman, il confederato Lee, e poi Patton ed Eisenhower, Clark e MacArthur. Almeno nelle intenzioni la più importante accademia militare del mondo sembra quanto di più lontano dalla scena cult del film “Full Metal Jacket” di Stanley Kubrick, dove il sergente istruttore umilia senza pietà i suoi soldati. Forse non sarà tutto oro quello che luccica, ma resta il dato di fatto che ogni anno da tutta l’America e, per una piccola percentuale di ammissioni estere, da tutto il mondo, sulla riva ovest dell’Hudson arrivano migliaia di domande di ammissione per realizzare quel sogno chiamato West Point.

(gallery credits: Us Army – Michelle Eberhart, John Pellino, Vito T. Bryant – West Point Public Affairs)

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Esteri · Primo piano
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